21 Novembre Madonna della Salute: una giornata speciale a Venezia

Una delle feste più popolari di Venezia, viene allestito un ponte mobile che collega le due rive sul Canal Grande per organizzare un pellegrinaggio ordinato verso la Madonna della Salute, tempio votivo costruito su progetto del Longhena per celebrare la fine della peste a Venezia (1630). Nonostante la folla, sono riuscita ad entrare nella Chiesa: una cerimonia sobria ma commovente, la Madonna luminosa circondata di rose rosa, tutti in devozione assoluta.

Ho attraversato il ponte mobile, direzione Piazza San Marco, completando il periplo via Rialto. Avevo già visto il nuovo complesso, opera di Rem Koolhaas, nello shopping centre di lusso Fondaco dei Tedeschi, ex-sede delle Poste Centrali, ma non avevo fatto in tempo a visitare la nuova terrazza sul tetto, meta agognata per cui si deve fare la fila e prenotare la visita. Meraviglia per cui vale la pena aspettare e godersi una vista splendida e nel cuore non resta più posto per altro..

Pazienza

Rifondare un rapporto di fiducia con i cittadini del paese sentenzia un politico alla televisioneci vuole pazienza..Santa pazienza!

Il fatto che la pazienza sia anche la scapolare, parte dell’abito di un religioso

220px-Jörg_Breu_d._Ä._002.jpg

rende subito l’idea – nell’immagine la mantellina con il cappuccio dei monaci – una qualità che si indossa anche come parte di sé.

Tornando a parametri terrestri, non è facile adattarsi a quella fase in cui è meglio NON. Astenersi da, lasciare correre che non vuol dire non reagire, semplicemente non affrontare di petto le cose, esercitarsi all’auto-controllo, alla sospensione del giudizio, prendere una posizione precisa dentro di sé senza per questo sentire la necessità di doverlo comunicare agli altri o meglio saperlo dire in altro modo, gesti eloquenti come parole. Tenere le redini delle emozioni e non farsi governare da sentimenti contrastanti. Fino a un certo punto però, fino alla fase in cui dopo aver a lungo atteso, si arriva a una nuova meta interiore: l’oltre.

Anche la pazienza varca i suoi limiti.

Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire
che andavi sognando
di essere un fiore
che aveva da fiorire.

Daisaku Ikeda (1)


(1) Daisaku Ikeda, Lou Marinoff, Qualunque fiore tu sia sboccerai, Piemme, 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

#Gulliver #IXpuntata (ultima)

Dopo cinque mesi di vita domestica Gulliver è già pronto per un nuovo viaggio, questa volta come Capitano della nave Adventure, partenza da Portsmouth, 7 settembre 1710.

Dopo due settimane hanno già perso un membro dell’equipaggio che ha deciso di imbarcarsi in un’altra avventura che finisce male. Alle Barbados Gulliver è costretto ad assumere personale locale, scelta di cui si pentirà amaramente dato che si tratta di bucanieri che lo faranno prigioniero sulla sua stessa nave. Vendono quasi tutto, fanno traffici con altri pirati, molti muoiono durante la traversata fino a che il 10 maggio del 1711 arriva l’agognato cambio di scena, riceve la visita di un certo James Welch che gli comunica che hanno deciso di farlo scendere a terra. Gli fanno cambiare vestito, lo mettono in una scialuppa: destinazione sconosciuta. Gulliver si incammina lungo un villaggio pieno di vegetazione, ha già in mente di corrompere qualche selvaggio con dei gioielli che si è portato come merce di scambio. Molte impronte di cavallo fanno temere possibili frecce velenose..fino a che si avvicina alle abitazioni dei nativi che lo fissano perplessi. La parola più gettonata tra gli Houynhnhm è yahoo – ricorda qualcosa.

Uno Houynhnhm lo porta a casa sua dopo una passeggiata di tre miglia. Un cavallo grigio lo fa accomodare in una grande stanza, Gulliver non sa cosa pensare. Una cavalla lo fissa e pronuncia ancora la parola yahoo guardando con complicità il suo compagno cavallo. Poi entrano in un’altra stanza piena di cadaveri di animali da cucinare, tra cui asini, cani e mucche. Gli offrono una radice che Gulliver annusa con ribrezzo e restituisce, il menù della casa non lo attira, circondato da pile di fieno. Dopo molte insistenze Gulliver accetta avena, dopo tutto deve mangiare qualcosa anche lui. Gli viene data anche una stalla tutta per lui. La prima difficoltà è la lingua, con dei suoni gutturali simili al tedesco e all’olandese, la seconda è tentare di fargli capire cosa siano i libri e la letteratura. Capisce ora che Houynhnhm significa cavallo, ossia la perfezione della Natura. Per capire il resto ci mette altri cinque mesi di vita nella prateria.

Gulliver ha comunque preso l’abitudine di andare a letto coprendosi con i suoi vestiti. Nessuno degli yahoo sa come sia fatto un umano fino a che una mattina Gulliver, sorpreso nel sonno svela il suo corpo. Gli yahoo non sanno che farsene dei vestiti ma accettano il suo strano modo di vestirsi poi gli chiedono dei suoi viaggi. E Gulliver inizia a raccontare..fa fatica a spiegargli come per lui sia stata una sorpresa scoprire degli animali parlanti, gli yahoo lo fissano con interesse. Tra le prime incomprensioni c’è il concetto di verità, per gli yahoo esiste solo la Ragione, il linguaggio serve a comunicare, inconcepibile mentire, che viene tradotto con l’espressione “dire la cosa che non è”, poi naturalmente diventa difficile fargli capire di che cosa si occupano i cavalli nel suo paese, né gli yahoo capiscono la pratica umana di andare a cavallo, figurarsi quella di castrare i cavalli..e di domarli.

La conversazione si fa ardua quando deve descrivere il concetto di potere, legge, governo, punizione per cui non esistono parole. A questo punto lo yahoo vuole sapere qualcosa di più dell’Europa e dell’Inghilterra. Gulliver ci informa che rimarrà due anni nella terra dei cavalli intelligenti, mette le mani avanti che potrà farne solo un riassunto. Gli argomenti che ha trattato non sono affatto semplici: la rivoluzione del ‘600 di Guglielmo d’Orange, la guerra con la Francia, e il numero di cavalli uccisi, le città saccheggiate, le navi bruciate o affondate.

Come si spiegano i motivi per cui si scatena una guerra?

Tra le varie cause Gulliver elenca le divergenze di opinioni, l’ambivalenza del concetto di carne come nutrimento o meno, il possesso stesso, il confronto con un nemico più forte.

Il capo yahoo stenta a credergli, soprattutto gli sfugge come sia possibile che una cosa reputata legale e giusta possa essere la rovina di qualcun altro.

Altro tema per lui interessante è il denaro e il modo in cui viene impiegato. A cosa serve il vino? Anche qui i motivi si accavallano..per poi arrivare alla descrizione delle purghe, di come si curano certe malattie, rogne varie ed eventuali, fino a chiedere un approfondimento su cosa faccia il capo dei ministri. Per lo yahoo, Gulliver deve avere origini nobili, Gulliver per quanto lusingato gli fa capire che nel suo paese il concetto di nobiltà è alquanto confuso, e che molti nobili sono corrotti e vivono nel lusso, è pratica comune sposarsi tra di loro.

Una mattina viene convocato dal capo yahoo che lo fa sedere distante da lui e gli comunica che dopo aver a lungo ragionato su quanto riportato, si è convinto che non gli ha detto la verità, i suoi racconti sono privi di ragione. Gulliver ha per lui molte imperfezioni, solo ora capisce che in fondo non sia sbagliato coprirsi, proprio per non fare vedere agli altri i suoi difetti, non potrà mai essere uno yahoo. Poche somiglianze nel modo di governare il proprio paese, nell’apprendimento, nelle manifatture e nelle arti. Le femmine sono in comune, qualche coquette anche in terra yahoo.

Cibo preferito: coniglio selvatico. Nuotano fin da piccoli, le femmine yahoo sono amanti sfrenate. Un giorno Gulliver fa il bagno nel fiume e viene adocchiato da un’esemplare rossa – la più focosa tra le specie – che non si trattiene da seguirlo in acqua, Gulliver fa in tempo a scappare, scandalizzato dall’iniziativa femminile e profondamente turbato.

Nel suo lungo soggiorno tra gli yahoo ha anche modo di assistere a uno dei loro convegni quadriennali, il tema è significativo: gli yahoo devono sparire dalla faccia della terra o no?

Al capo torna in mente il discorso di Gulliver sull’uso della castrazione..una novità da quelle parti. Incoraggiano anche la diffusione di altri animali tra cui gli asini. Sono abituati a gareggiare tra loro, festeggiano dedicandosi delle poesie.

Non conoscono altre letterature ma sono abili poeti, celebrano il valore dell’amicizia. Non hanno paura della morte e annunciano l’evento con una semplice espressione, “ritirarsi dalla prima madre”. Vivono fino a 70-75 anni, raramente arrivano agli 80, e quando stanno per morire, vanno a visitare i loro amici. Non hanno nessuna parola per descrivere il male, ma se accade qualcosa di spiacevole aggiungono alle parole un semplice yahoo, come segno di qualcosa di sbagliato. Ci sarebbe molto altro da dire sui loro usi e costumi, Gulliver ci promette che scriverà un volume a parte su questa specie straordinaria.

Un mattino, a sorpresa, riceve la visita del suo maestro che con grande dispiacere gli comunica che l’Assemblea ha deciso che deve andarsene, che non può continuare a vivere tra gli yahoo. Gulliver sviene all’istante. Non è in grado di nuotare al luogo da cui proviene, ha bisogno di essere aiutato, e in sei settimane  riesce a fabbricare una piccola canoa indiana, fatta con pelle di yahoo. Dopo aver ringraziato gli amici yahoo che lo hanno ospitato, si rimette in viaggio il 15 febbraio del 1715, 9 a.m.. Dalla costa sente il saluto del suo amico cavallo sauro che come Vento nei Capelli urla: “abbi cura di te, dolce yahoo.”

Gulliver vorrebbe già tornare indietro, non è più capace di stare da solo e teme di non riuscire a trovare un punto di riferimento in un mare a lui sconosciuto. Si ricorda che l’ultima volta che si era trovato in difficoltà prima di essere rapito dai pirati era a circa a 10° a sud del Capo di Buona Speranza, per cui decide di sterzare a sud-est direzione Australia. Appena tocca terra non vede anima viva, si nutre di qualche conchiglia e pesce crudo con la paura di accendere un fuoco e attirare l’attenzione dei nativi. Al quinto giorno di esplorazione vede i primi abitanti, un gruppo di donne uomini e bambini completamente nudi. Cerca di nascondersi ma viene fermato, tenta di spiegare che è uno yahoo. Parlano in portoghese. Viene portato a bordo di una nave dal Capitano Pedro de Mendez a cui racconta nuovamente parte della sua storia. Arrivano a Lisbona il 5 novembre del 1715. Gulliver ha ormai paura a stare con altri umani, dopo dieci giorni il Capitano gli trova un passaggio per l’Inghilterra, e un mese dopo ritorna a Redriff, un luogo che non sente più suo.

Quando la moglie lo abbraccia, prova un tale ribrezzo che sviene. Ci mette un anno a riabituarsi all’odore umano. Il primo acquisto sono due cavalli, gli yahoo gli sono rimasti nel cuore, soprattutto la loro lezione sulla verità, che Gulliver rielabora scomodando Sinone:

Nec si miserum Fortuna Sinonem

Finxit, vanum etiam mendacemque improba finget. (1)

(Chè Fortuna può ben fare che Sinon sia

gramo e misero, ma non giammai che sia bugiardo e vano)

E sulla possibile accusa di aver rivelato troppo a paesi e abitanti a noi sconosciuti, Gulliver si augura che ci sia da temere non un’invasione ma una diversa prospettiva su altri mondi ugualmente credibili. L’orgoglio diventa a questo punto un difetto insopportabile.

————————–

(1) Virgilio, episodio che si riferisce all’inganno di Sinone, trovato dai Troiani sulla spiaggia dice di essere fuggito dai compagni che volevano sacrificarlo agli dei per assicurarsi un ritorno sicuro, più in là il cavallo di Troia, trappola dietro l’angolo.

§

§

Altre letture

9780802130204_0_0_300_80.jpg

#Gulliver #VIIIpuntata

Gulliver si congeda da Lagado per salpare verso Maldonada, un altrove vicino al Giappone. Se proprio uno volesse trovare un parallelo in dimensioni con qualche città settecentesca, il non-luogo è grande come Portsmouth. Dato che le navi per Luggnagg non saranno pronte se non dopo un mese, gli abitanti lo invitano a visitare Glubbdubdrib, l’isola dei Maghi, piena di frutta, e simile per dimensioni all’isola di Wight – sai cos’è l’isola di Wight è per noi l’isola di chi ha negli occhi blu della gioventù di chi canta hippi hippi pi cantavano i Dik Dik. I nativi si sposano solo tra loro, il governatore dell’isola abita in un enorme palazzo circondato da alte mura. Gulliver viene accolto dal capo tribù, parla la lingua di Balnibarbi e lo capiscono. Gli viene chiesto di raccontare i suoi viaggi, mentre il pranzo viene servito con nonchalance da fantasmi. Al quarto giorno ormai si è già abituato alla presenza degli spiriti, al punto che il Governatore gli fa il favore di fargli vedere su sua richiesta personaggi illustri del passato. Gulliver chiede di incontrare Alessandro il Grande dopo la battaglia di Arbela – sconfitta di Dario per la conquista della Mesopotamia e di Babilonia. A fatica capisce quello che il re dice in greco, ma viene informato sui dettagli della sua morte, non per avvelenamento ma per febbre che si è aggravata dopo giorni di sbornia. Subito dopo appare Annibale che gli conferma che nella traversata delle Alpi secondo la ricostruzione dagli Annali di Livio la storia dell’aceto utilizzato per sciogliere la roccia è inventata di sana pianta. A seguire Cesare e Pompeo, e per un attimo pure Bruto che gli sembra una bella persona. Tra la folla di figure riconosce Omero e Aristotele. Omero è più alto, Aristotele si appoggia a un bastone. Nessuno sa chi siano, Gulliver presenta a Omero i suoi commentatori Didimo e Eustachio. Aristotele invece mostra insofferenza quando gli parla del Dottor Subtilis Scoto e del filosofo francese Ramus. Gulliver allora chiede al governatore di convocare Cartesio e Gassendi, entrambi ammettono di aver sbagliato parecchie cose, idee confuse sul concetto dei vortici. Passano altri cinque giorni a discutere di massimi sistemi. A Gulliver sarebbe piaciuto avere una cena preparata dai cuochi di Eliogabalo ma viene annullata per mancanza di ingredienti, gli viene servito invece una specie di brodo spartano che viene lasciato nel piatto al secondo cucchiaio. Nauseato dalla storia moderna e dagli scrittori pronti a tutto pur di arrivare al potere. Fra tutti non sopporta gli esperti di aneddoti, per la maggior parte falsi, atti di vigliaccheria e di male affare vengono trasformati in gesti eroici. Chi ha ottenuto titoli ha confessato di aver fatto prostituire mogli e figlie, di aver tradito il proprio paese o il proprio principe, di aver praticato l’incesto, di aver ucciso degli innocenti. Dopo aver conversato a lungo, è arrivato il momento di ripartire, Gulliver si imbarca per Luggnagg. Il viaggio come sempre ha i soliti imprevisti ma il 21 Aprile del 1709 si arriva a destinazione. Per precauzione, nonostante continui a usare la lingua di Balnibarbi, Gulliver dice di essere olandese, dato che è l’unica nazionalità straniera tollerata per raggiungere il Giappone. Per farla breve, racconta di essere stato vittima di un naufragio, di essere arrivato sulle coste di Balnibarbi e tratto in salvo dall’isola volante di Laputa. Dopo un giorno in mezzo viene ricevuto a corte e invitato a leccare il pavimento di fronte al Re come tradizione comanda da queste parti. Qui scopre che se si vuole uccidere qualcuno sul pavimento viene sparsa una polvere letale. A Gulliver viene risparmiata la vita.

Una volta leccato il pavimento reale, Gulliver secondo il protocollo deve pronunciare la fatidica frase: che la vostra Maestà celeste sopravviva al sole, undici lune e mezza. Seguono domande del re a cui deve rispondere meccanicamente con: la lingua sia la voce del mio amico. A quel punto entra l’interprete e Gulliver viene invitato a restare tre mesi. Presto viene introdotto alla casta degli immortali, solamente cinquanta in tutta la metropoli, ci sono bambini predestinati a non morire mai, ed il segno è un punto rosso sulla fronte sopra il sopracciglio sinistro, che con l’età cambia di colore, in età adulta diventa nero. Chi non è immortale, non vive più a lungo di ottanta anni e comunque una volta raggiunta quell’età si perde ogni privilegio. Chi invece è immortale viene evitato caldamente dal resto della popolazione che si tiene a distanza.

Gulliver è sempre più risoluto nel voler lasciare il paese per raggiungere il Giappone dove rimane per poco tempo fino a che non trova una nave pronta a ritornare ad Amsterdam, Amboyna – nome che ricorda il massacro di alcuni inglesi da parte degli olandesi nelle Indie Orientali. Interrogato nuovamente dai marinai sul suo passato, Gulliver parla solo di un naufragio, ma a qualcuno viene il sospetto che menta. Il 20 aprile del 1710 è di nuovo a casa, a Redriff, il viaggio continua…

§

 

#Gulliver #VIIpuntata

Continua la descrizione di Laputa, Gulliver vuole condividere con noi un saggio filosofico..prepariamoci, almeno nelle intenzioni.

L’isola galleggiante ha forma circolare, con un diametro di circa 4 miglia e mezzo, spessa circa 273 m, con una superficie di 10000 acri (per i pignoli un acro è 4046,86mq).

Al centro di Laputa non poteva mancare la grotta dell’Astronomo, illuminata da venti lumi, arredata con astrolabi, telescopi, sestanti e strumenti astronomici. La base di metallo dell’isola è manovrata grazie a un magnete che la fa spostare da un luogo all’altro, non ci si può alzare oltre le quattro miglia semplicemente perché il magnete perde il suo potere di trazione oltre quella distanza. Gli astronomi Laputiani hanno scoperto altri due satelliti che ruotano intorno a Marte, hanno osservato 93 comete. Il Re mantiene l’ordine seguendo due metodi in caso di ribellione, dà ordine di sollevare l’isola sopra i ribelli in modo tale che non abbiano più sole e acqua, e in casi più gravi, a discrezione, inondarli di pietre. Se invece non si arrendono fa atterrare l’isola direttamente sulle loro teste e tanti saluti, ma questo potrebbe mettere in pericolo la superficie rocciosa dell’isola, e quindi viene adottato raramente. L’ultima ribellione risale a trecento anni prima dell’arrivo di Gulliver, nella città di Lindalino. Dopo questa battaglia si è stabilito con decreto reale che il Re non possa mai abbandonare l’isola insieme ai suoi due figli maggiori, e nemmeno la Regina, a meno che non abbia superato l’età per partorire.

Gulliver non suscita nessun interesse negli abitanti di Laputa e non vede l’ora di andarsene. Chiede a un consigliere, parente del Re, di intercedere per lui, gli vengono date £200 e una lettera di raccomandazione per farlo accogliere da un amico nella città di Lagado, la metropoli. Tutti i territori dominati dal Re prendono il nome di Balnibarbi. Il 16 Febbraio Gulliver parte per Lagado e viene accolto da Munodi che gli fa ottenere un appartamento per conto proprio. Lagado è la metà di Londra in grandezza, ha case in pessime condizioni e gli abitanti girano vestiti di stracci e coltivano la terra. A quanto pare il declino risale a quarant’anni prima quando nella capitale si stabilirono nuove leggi più rigide, si abolirono quasi tutti i saperi precedenti e si decise per incrementare il lavoro con ogni mezzo a discapito della qualità delle costruzioni, seguendo le istruzioni dell’Accademia.

Gulliver va quindi a visitare l’Accademia, che occupa diversi edifici. Viene ricevuto dal custode che gli illustra i progetti che sta seguendo: estrarre raggi di sole da cetrioli e sigillarli in ampolle. Ed è solo l’inizio, nella sala successiva, c’è qualcuno ricoperto di stracci che sta tentando di riportare lo sterco alla fase iniziale, meglio passare oltre..c’è un architetto che sta perfezionando un nuovo metodo costruttivo partendo dal tetto delle case per poi scendere alle fondazioni, un ricercatore cieco che vuole distinguere i colori attraverso il tatto e l’odore. (1)

In un’altra stanza coperta di ragnatele si sta cercando di impiegare ragni nell’industria della tessitura. Altrove un dottore esegue esperimenti disastrosi sui problemi intestinali di un cane. Nell’Accademia c’è anche chi si occupa da trent’anni di sapere speculativo con un seguito di cinquanta studenti. Tra gli esperimenti in corso: far nascere pecore senza lana.

Gulliver è perplesso, viene attratto dalla lezione di un professore intorno a una strana tavola piena di simboli. Una macchina che inventa parole disposte su una griglia meccanica messa in moto da una manovella. Nella scuola di lingue si sta tentando di ridurre i polisillabi, puntando direttamente alla riduzione dell’uso delle parole attraverso l’impiego di oggetti per la comunicazione racchiusi in borse. Più gli affari sono complessi più aumentano gli oggetti da trasportare. C’è anche chi cerca di scoprire come sia possibile prevenire colpi di stato o eventuali ribellioni analizzando con cura le diete adottate dai politici. L’anagramma viene utilizzato per segnalare trame sospette.

Gulliver comincia a sentire nostalgia di casa.

 

§

(1) Riferimento a un trattato di Robert Boyle in cui si racconta lo stesso episodio.

#Gulliver #VIpuntata

Dopo nove mesi di viaggio insieme al Capitano Wilcocks il 3 giugno del 1706 Gulliver ritorna di nuovo a casa, senza aver potuto ricompensare come avrebbe voluto il suo salvatore. Tutto gli sembra piccolissimo, e si comporta come se fosse di nuovo un gigante, si inchina di fronte a tutto, la moglie pensa che abbia perso la ragione, e gli fa promettere che non si allontanerà mai più da casa. Promessa spezzata dopo non appena dieci giorni.

Riceve la visita a casa del Capitano Robinson – Mr Robinson – con cui ha già lavorato in passato, che sta per partire per l’Arcipelago Malese e ha bisogno di un medico di bordo. La moglie non riesce a convincerlo a rimanere: il 5 Agosto del 1706 Gulliver è di nuovo in viaggio. Dopo mesi di navigazione si arriva a Tonquin, e arriva quello che Gulliver aveva temuto fin dall’inizio, aria di tempesta. La disavventura non finisce lì, vengono rapiti dai pirati, fortunatamente Gulliver è in grado di capirli, parlano olandese e non hanno buone intenzioni, dopo averli legati gli uni agli altri, mentre saccheggiano quello che c’è da prendere, hanno deciso di buttarli tutti in mare. Il capo di una delle due navi dei pirati è un giapponese che non sente ragioni, olandese o meno, affinità presunte o meno, cristiani o meno, prende l’equipaggio e gli fa fare una brutta fine, con Gulliver ha la premura di metterlo su un’imbarcazione – un pezzo di legno, una vela e due pagaie – alla deriva con qualche provvista, riconsegnandolo al mare.

Tra un insulto e l’altro Gulliver è in grado di capire la sua posizione nautica, latitudine 46, longitudine 183, appena i pirati si allontanano vede con la sua lente da taschino una manciata di isole, e dopo tre ore di vela con vento favorevole tocca terra: un pezzo di roccia su cui si riposa per qualche ora. Seguono giorni di esplorazione, al quinto giorno si stabilisce su una nuova isola che sembra avere se non altro qualche vegetazione, mette le provviste al riparo di una grotta. Sembra inabitata fino a che vede in lontananza una strana massa in movimento. Uomini su un’isola volante?

Tenta di mettersi in contatto con loro. Nessuna risposta, sente che uno di loro ha un accento che assomiglia al suono dell’italiano. Non si capiscono, ma lo sforzo viene capito, l’isola gli fa cenno di avvicinarsi alla riva e lo tirano su. Altro mondo, tutti vestiti con abiti decorati con figure di soli, lune e stelle, alternate con strumenti musicali. A casa dai Laputiani…Gulliver viene portato dal Re. Al primo approccio nessuno capisce nulla, si decide che forse una pausa pranzo è necessaria, Gulliver viene nutrito a dovere da due inservienti, si nota da subito una certa ossessione per la geometria: montone a forma di triangolo, manzo tagliato come un rombo e sformato come un cicloide. Siamo sono all’inizio, a seguire anatre a forma di violini, salsicce e altri pasticci a forma di flauti, e un petto di vitello intagliato come un’arpa.

Sicuramente esseri musicali.

Dopo circa quattro ore si riesce a capire qualcosa, comunicano attraverso degli strani strumenti. L’origine del nome Laputa rimane ancora incerta nella mente confusa di Gulliver, che sembra convincerci che derivi dalla danza dei raggi del sole nel mare o qualcosa del genere. Mentre Gulliver si interroga sugli usi e costumi locali, il Re dà ordine che gli venga rimodernato l’abito – la sorpresa arriverà dopo sei giorni –  l’isola procede verso una nuova destinazione, accompagnata dalla musica delle sfere, cacofonia allo stato puro per chi apprezza il genere. Dopo ore di osservazione ormai è chiaro che per fare un complimento a una donna, la geometria è d’obbligo: “sei bella come un rombo”, “sei un parallelogramma”, “sei un’ellisse”. Immaginazione, fantasia e invenzione sono parole che mancano dal vocabolario dei Laputiani. Gulliver trova delle similitudini con alcuni matematici europei, mai fermi un attimo, e interessati a questioni a dir poco bizzarre, congetture astrali su possibili incontri-scontri con comete. Forse è per questo che alle donne del posto piacciono gli stranieri, e gli amanti sono molto richiesti. Viene a sapere che la moglie di un ministro del Re aveva perso la testa per un tipo vecchio e deforme, e pure manesco, ed era scappata di casa per sei mesi per poi ritornare solo per riprendersi soldi e gioielli e fuggire per sempre con un altro, mentre il marito continuava ad ascoltare la musica delle sfere. E così anche in un mondo parallelo così lontano si trovano sempre delle similitudini.

Dopo un mese di intenso stordimento di sfere Gulliver ormai è in grado di conversare in laputiano. E son soddisfazioni..

TO BE CONTINUED..

§

#Gulliver #Vpuntata

Gulliver versione lillipuziano è ormai un valletto di corte, fa compagnia al Re mentre si fa la barba con una scimitarra, raccoglie ciocche di capelli della Regina per farne trecce-ricordo, con altre confeziona una borsa con iniziali in oro come segno di devozione per la balietta. A volte intrattiene gli ospiti suonando la spinetta – versione più piccola di un clavicembalo – con due bastoni che lo aiutano a premere i tasti troppo distanti per la sua portata, uno spettacolo fuori dal comune nel Regno dei Giganti. A volte si lancia in discorsi di geopolitica improvvisata a seconda dell’estro dei suoi interlocutori. L’argomento più gettonato è: usi e costumi dell’Inghilterra.

La descrive così: è un paese con due isole che riuniscono tre regni che hanno anche delle piantagioni in America, dal terreno fertile e il clima variabile. Politicamente si distingue per la Camera dei Pari, di sangue nobile, che hanno i patrimoni più antichi, un’ottima educazione umanistica abbinata ad abilità marziali, vengono consultati per legiferare, e giurano fedeltà ai loro principi e consiglieri. A questi si affiancano i cardinali impiegati in caso di questioni religiose come padri spirituali della chiesa e del popolo. Oltre alla Camera dei Pari, c’è la Camera dei Comuni, che sono cittadini scelti dal popolo per le loro capacità. Poi si dilunga sulla Corte di Giustizia, sull’amministrazione del Tesoro, sul numero degli abitanti divisi per religione o partito, e infine riassume un secolo di storia del paese.

Tempo impiegato: 5 sessioni acclamatissime dal Re, con richiesta di un’ulteriore sessione per approfondimenti vari, dubbi, domande sull’educazione dei nobili, su quali materie bisogna studiare, come si fa a far parte della Camera dei Comuni, se esistono casi di corruzione, come stabiliscono i parametri su cosa sia giusto o sbagliato, come interpretano le leggi, e dulcis in fundo come è possibile che affermi che le tasse raccolte ammontino a circa 5/6 milioni all’anno se poi in altri parti della dissertazione risultavano doppie nei suoi calcoli. Insomma avere buona memoria ha i suoi vantaggi. Il re sembra incuriosito dallo sport della caccia che gli sembra alquanto contraddittorio in merito alla tanto declamata cavalleria e poi ci sarebbero altre faccende poco chiare. La storia recente del paese sembra una cozzaglia di cospirazioni, ribellioni da quattro soldi fomentate da ipocrisia, tradimento, avarizia, crudeltà, violenza sessuale, follia, cattiveria e ambizione sfrenata. “Caro Grildrig”, il Re conclude prendendolo tra le mani, “il vostro non è che un panegirico, avete di fatto dimostrato che l’ignoranza, la pigrizia e il vizio sono ingredienti di base per poter legiferare. Voi, che avete viaggiato, vi siete preservato dalla corruzione. Il paese che mi avete descritto sembra popolato da una razza di parassiti pericolosissima da cui è bene tenersi alla larga.” (1)

Grildrig non può rispondere come vuole, e avrebbe anche lui qualcosa da dire sul Regno dei Giganti, di un’ignoranza abissale con una biblioteca reale con non più di mille volumi. E sulle tanto decantate milizie del Re ci sarebbe da discutere a lungo, quattro giganti in croce. La fuga diventa necessaria.

Dopo due anni Gulliver viene portato a fare un giro nel sud del paese, la balietta si ammala subito, Gulliver finge di stare male anche lui, lo sguardo fisso al mare, a quell’oceano immenso che lo separa da casa. Si ritira malinconico nella sua scatola di lusso da viaggio e mentre sta meditando sull’amaca sulla triste condizione di recluso di corte sente uno strattone sull’anello che chiude la scatola. Un’aquila ha pensato bene di portarselo via, unica vista il mare a una distanza preoccupante visto l’altezza e le nuvole. Il primo pensiero è per la balietta che sarà disperata per non trovarlo più al solito posto, il secondo è la paura di fare una brutta fine tra gli scogli insieme alla sua adorata scatola. Si rincuora quando sente un forte accento gallese, è stato salvato dal Capitano Thomas Wilcocks che lo ha trovato conficcato in un pezzo di roccia, sventolando una bandiera bianca.

§

(1) Liberamente tradotto in italiano dall’edizione inglese tascabile Penguin, p. 172, Gulliver’s Travels.