La Primula Rossa – IV puntata

Mentre Marguerite sta ascoltando l’opera, rasserenata dalla notizia che il fratello sia tornato in Francia sano e salvo, al terzo atto arriva l’imprevisto. Chauvelin, approfittando del fatto che Sir Percy si e’ momentaneamente allontanato, si fa avanti e fa la sua richiesta. Avverte che suo fratello e’ in pericolo, che ha nelle sue mani prove inconfutabili sulle missioni di Primula Rossa e che suo fratello e’ coinvolto come collaboratore ed e’ un nemico della Francia. A quel punto Marguerite tradisce con lo sguardo la sua preoccupazione. Il compito affidatole e’ ingrato, dopo l’opera, dovra’ andare al ballo di Lord Grenville e cercare di carpire dai due soci di Primula Rossa, la sua identita’ segreta. Marguerite non sa che fare, saluta Chauvelin, cerca di comunicare al marito le sue preoccupazioni, ma appena lo vede, si rende conto che dovra’ fare tutto da sola. Quando Sir Andrew Ffoulkes e Sir Antony Drewhurst entrano nel salone, sa che dovra’ cercare di capire dove incontreranno il capo della lega, Primula Rossa.

Che catturare mai si possa quella dannata Primula Rossa?

L’impresa non e’ semplice. Segue Sir Andrew nel salottino, finge di sentirsi male, vede che sta bruciando un bigliettino, glielo strappa di mano, fingendo di interessarsi ai suoi affari di cuore, butta a terra un tavolino con candele, in modo da distrarre Sir Andrew che sventa il pericolo di un possibile incendio, legge e memorizza il messaggio parzialmente bruciato “se desiderate parlarmi saro’ nella sala da pranzo all’una precisa”, con la firma Primula, e poi lo getta a terra, con grande sollievo di Sir Andrew che lo afferra con scatto felino e finisce di bruciarlo con la fiamma di una candela. Missione compiuta. Tornando insieme nella sala da ballo fa finta di credere che si tratti di un biglietto d’amore..Sir Andrew glielo lascia credere ma non sa che Marguerite ha letto il messaggio in codice. Ora bisogna vedere chi si presentera’ all’appuntamento.

Chauvelin la segue come un segugio, Marguerite a malincuore gli svela il contenuto del messaggio. Non resta che aspettare.

Chauvelin va nella sala da pranzo all’una precisa e non trova anima viva, tavoli in disordine, bicchieri vuoti, Sir Percy, in un angolo, accasciato in un divano, russa rumorosamente e Chauvelin, si mette seduto e aspetta. Nessuno in vista, tutto da rifare.

Marguerite, tormentata dai sensi di colpa, chiede di preparare la carrozza per tornare a casa. Sulla via verso casa, guarda con indulgenza il marito, dopo tutto chi non ha qualche cadavere nell’armadio?

TO Be CONTINUED…

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One book in one tweet #33 #34 #35 #36 #37 #38 #StoriaUniversaleDisney

Dai Paleopaperi ai giorni nostri o quasi, rigorosamente divisi in gruppi di cinque. Erodoto, diceva che la storia è letteratura. Qui andiamo oltre, molte citazioni, anche cinematografiche. Un’impresa titanica da affrontare con leggerezza. Buona lettura!

33-165

Dai Paleopaperi a Topolino e Cleopatra passando per l’Egitto. Pezzo forte la scrittura cuneiforme.

I Paleopaperi ©Branoalcollo

A seguire

34 – 170

Da Atlandide, passando per la polis e la Roma imperiale con Pippus Bis Bis. Pindaro citato indirettamente.

Atlantide di Topolino ©Branoalcollo

35 – 175

Le Invasioni Barbariche e il periodo del Medio Evo che tanto breve non è, Gamba di legno ha a che fare con gli Unni.

Topan Il Barbaro ©Branoalcollo

36 – 180

Dalla Gioconda di Topolino alle compagnie di ventura passando per Venezia con le avventure di Marco Polo.

La Gioconda di Topolino ©Branoalcollo

37 – 185

Il Nuovo Mondo con Topolin Colombo, l’Epopea del West e Galileo.

Topolin Colombo ©Branoalcollo

38 – 190

Da Aramouse versione moschettiere, alle storie dei corsari pirati, l’immancabile Paperibaldi, il Barone Rosso e i Tecnopaperi, tecnologici ma sempre nostalgici. Zio Paperone alle prese con la “new economy”.

I Tecnopaperi ©Branoalcollo

La Primula Rossa – Terza Puntata

Alla fine piccole o grandi ferite, secondo i punti di vista, alimentano piccole o grandi vendette. In un lungo monologo interiore, mentre il fratello Armand si sta allontanando in mare alla volta della Francia, si scopre come mai Marguerite si sia macchiata di un gesto di cui segretamente si vergogna, è lei che ha denunciato ai rivoluzionari, seppure in modo indiretto e subdolo, il Marchese di St Cyr e famiglia. Un semplice commento, fatto a voce alta, in un luogo affollato, per consegnare senza troppo affanno Marchese e famiglia nelle mani dei rivoluzionari. L’adorato fratello Armand, un tempo innamorato della figlia del Marchese, si era confessato in una lettera che era finita nelle mani del padre. L’unione era stata stroncata sul nascere, IMPOSSIBILE procedere oltre, ma non per Marguerite. Nel giro di ventiquattr’ore, per il sospetto innescato dal suo chiacchiericcio, St Cyr e famiglia vengono arrestati, tra i documenti sequestrati si scopre una richiesta di aiuto all’imperatore d’Austria, scatta anche l’accusa di alto tradimento. Pentita per essere stata la causa di una fine certa, e non potendo più fermare la sua piccola grande vendetta, aveva tentato di liberarsi la coscienza, rivelando quel segreto scomodo al marito che aveva cominciato a vederla sotto una luce diversa. E così, giorno dopo giorno, il segreto condiviso aveva finito per allontanarli sempre più, lui era diventato per lei un goffo aristocratico privo di interesse, lei una coquette capricciosa.

Rompe il flusso dei pensieri di Marguerite l’arrivo di una vecchia conoscenza parigina, un tale Chauvelin..approdato nella locanda per cercare di avere più informazioni sulle future mosse della ricercata Primula Rossa. L’anonima Primula Rossa non aveva sbagliato un colpo, e Marguerite, per quanto anti-aristocratica, aveva cominciato ad apprezzare le gesta eroiche di quella strana figura che rischiava tutto, sfidando il mare e la lama della ghigliottina, per mettere in salvo nobili francesi. La richiesta di collaborare con il governo del Terrore come spia era stata respinta al mittente, almeno su questo era stata chiara, non avrebbe fatto l’informatrice per la Francia, non ancora.

Aveva voltato le spalle a Chauvelin, per andare via con Sir Percy Blackeney, direzione Londra, per una serata all’Opera, l’Orfeo di Gluck. Difficile immaginare che un paio di giorni prima Primula Rossa se ne andasse in giro vestito da ortolana.

Chauvelin prepara la sua vendetta, fa rapire due nobili che si trovano nella locanda, gli fruga nelle tasche, e scopre una lettera firmata da Armand St Just. A questo punto Marguerite non potrà più rifiutare la sua richiesta, pur di non mettere in pericolo il fratello.

Nel frattempo all’opera la rappresentazione continua…di Gluck non importa a nessuno, la Baronessa Orczy ci descrive in dettaglio la mise di Marguerite Blackeney: vestita all’ultimo grido.

 

PAUSA..To BE continued

 

 

 

 

 

 

La Primula Rossa – II puntata

Dopo poche pagine, la traduzione italiana rende la prosa eccessivamente pomposa, a parte un uso spropositato di “perdinci”, “nasini” e diminutivi vari, atterriamo nel pianeta del Riposo del Pescatore, una locanda/taverna, gestita dall’oste Jellyband e dalla figlia/schiava Sally, che non deve dare troppa confidenza ai pescatori locali perché il padre la vorrebbe sposata con qualche riccone di campagna. Qui, nella pulitissima taverna, aggraziata da geranei scarlatti e consolida azzurra, l’allegra brigata tra un boccale di birra e un altro sta aspettando per cena una manciata di nobili aristocratici scampati alla ghigliottina. Per ammazzare il tempo si parla di politica, “i francesi mangiarane”, “è tutto un magna magna”, “non ci sono più i raccolti di una volta”, e siamo nel 1792.

La prima sorpresa arriva dalla contessa di Tournay, la prima aristocratica messa in salvo dalla compagnia di Primula Rossa. Afflitta per non aver potuto portare con sé il marito, appena vede la moglie di Sir Percy, tutto il suo dolore lascia spazio al disprezzo. Non può perdonare Marguerite St Just, una sua ex compagna di scuola, una ex attrice, sorella di un noto repubblicano, per aver denunciato il marito e messo in pericolo la loro vita. Marguerite, da attrice consumata, fa finta di nulla, maschera il suo disagio con un sorriso beffardo che non arriva a destinazione. La contessa di Tournay le volta le spalle e lascia la stanza. I parenti sono mortificati. Il resto della compagnia fa finta di niente, che è meglio.

Sir Percy Blackeney entra in scena, e cerca di mettere tutti a loro agio. Un uomo sulla trentina, in carne, ben vestito, che ora si può finalmente rilassare prima di ripartire con il vascello Day Dream (Sogno a Occhi Aperti) alla ricerca di nuovi aristocratici da salvare.

Perché lo fa?

Per sport – è la spiegazione di circostanza ma ovviamente c’è dell’altro.

Da come la moglie lo accoglie si capisce che Sir Percy Blackeney non è più considerato come una volta. Nella vita di tutti giorni un ricco aristocratico viziato, piuttosto noioso, con l’asso nella manica di una maschera insolita di salvatore.

Perché l’attrice francese, corteggiata, bella, giovane e intelligente, repubblicana, abbia scelto di lasciare i salotti parigini per vivere nella campagna inglese con un Elegantone che ora chiama “stolto”, lo scopriremo con calma.

Ora è tempo di un nuovo addio, il fratello Armand deve ritornare in Francia, Marguerite ha paura, teme di non rivederlo più, non è il caso di dimostrarglielo, l’abbraccia e basta.

TO be CONTINUED..| La Primula Rossa | Emma Orczy | Il Ritorno dei Classici |

La Primula Rossa

Mentre le tortore emettono da anni il loro lamentoso tu-tu-tu-tu-tu-tu senza mai stancarsi, riprende la rubrica dedicata ai classici. Tempo di rispolverare la baronessa Emma Orczy – nome completo della scrittrice di origine ungherese Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara detta “Emmuska” Orczy (1865 – 1947) – la famigerata saga della Primula Rossa, che ho amato grazie alla versione cinematografica con Richard E. Grant.

Se non l’avete ancora letto, è uscita ultimamente una nuova traduzione in italiano (Fazi), qui invece, faccio riferimento alla versione di Maria Eugenia Morin, pubblicata dalla Newton & Compton ai tempi delle lire, nella serie i libri da 3000 lire. Il romanzo è uscito nel 1905 e ha avuto un enorme successo, fiumi di inchiostro su possibili intrighi e fughe rocambolesche da una fine certa sotto l’inesorabile lama della ghigliottina. La Baronessa Emmuska si è cimentata anche con i gialli (uno per tutti, Il Vecchio nell’Angolo, Sellerio) oltre a dedicarsi all’arte – alcuni suoi quadri sono esposti alla Royal Academy di Londra, scene campestri con dame in costume e polli sullo sfondo – per chi apprezza il genere.

Meglio tornare alla botanica.

Pimpernel

Chi è la Primula Rossa?

“La Primula Rossa […] è il nome di un umile fiore di campo inglese; ma è anche il nome scelto dal migliore e più coraggioso uomo del mondo per nascondere la propria identità e riuscire meglio ad assolvere il nobile compito che si è prefisso.”

“Nobile” qui ha una valenza ambigua, siamo ai tempi della Rivoluzione Francese e Sir Percy Blackeney – nobile inglese che dà il nome al primo romanzo della serie incentrata sulle avventure di Primula ai tempi della violenza giacobina, rivelerà tutt’altro carattere, sfoderando colpi da spadaccino, e un’astuzia degna di Zorro (che in spagnolo vuol dire volpe).

Unico indizio un sigillo di ceralacca con il simbolo del fiore. E qui la traduttrice ha già avuto il suo bel da fare per tradurre la frase che ritorna sempre a ogni fuga, e metterla in rima.

“La cercano qui, la cercano là

dove si trovi nessuno lo sa

Che catturare mai si possa

Quella dannata Primula Rossa?”

(They seek him here

they seek him there

Is he in heaven or is he in hell

That damned elusive Pimpernel)

Tutto ha inizio a Parigi, Settembre 1792 per il resto del mondo, Vendemmiaio nel calendario rivoluzionario, quando compare il primo foglietto di Primula Rossa, firmato con un piccolo fiore a forma di stella. Dall’altra parte della Manica si può continuare a sperare.

 

TO Be CONTINUED..Il Ritorno dei Classici | Emma Orczy | La Primula Rossa |

 

 

 

L’altra faccia della prosopopea

Qui gli esempi si moltiplicano, figura retorica che consiste nel far parlare cose, persone assenti, oggetti inanimati come se fossero “vivi”. Personificazione dal greco prosopon = volto.

In una parola boria. Non solo vanagloria, tracotanza, pomposità, spocchia, a volte, anche le pietre parlano.

Pigmalione si innamora di una statua di Venere nei racconti di Ovidio, che diventa Galatea in altre versioni. La statua prende vita e dall’unione dei due nasce Pafo. Passano secoli, e la statua viene sostituita con la figura della fioraia Eliza Doolittle, costretta a seguire lezioni di fonetica dal Professor Higgins nella commedia di Shaw. I due mondi rimangono inconciliabili, il lieto fine è riservato al musical My Fair Lady.

Vincenzo Monti invece si era spinto ben oltre: la statua di Pericle faceva le lodi di Pio VI, Papa Giovanni Angelo Braschi.

Io de’ forti Cecropidi
     Nell’inclita famiglia
     D’Atene un dí non ultimo
     Splendor e maraviglia,
A riveder io Pericle
     Ritorno il ciel latino,
     Trïonfator de’ barbari,
     Del tempo e del destino.

[…]

Ed aspettai benefica
     Etade, in cui sicuro
     Levar la fronte e l’etere
     Fruir tranquillo e puro.
Al mio desir propizia
     L’età bramata uscío,
     E tu sul sacro Tevere
     La conducesti, o Pio.

Grazie al ritrovamento di un busto di Pericle a Tivoli, Monti volava dalla democrazia ateniese alla corte di Pio VI, per poi passare ad altri interessi, componendo anche un’ode alla mongolfiera.

Ritornando all’origine del mito, Frazer, ci fa sapere che in realtà, la leggenda di Pigmalione celebrava le sacre nozze tra i re di Cipro e la divinità Afrodite, in senso reale e figurato. E Pigmalione aveva un equivalente in Pumiyathone, re fenicio, secondo un’iscrizione punica. Pigmalione era anche il re di Tiro, fratello di Didone. La faccenda si complicava nei riti propiziatori, dedicati alla dea, in cui i re, se volevano continuare a regnare alla morte delle mogli, dovevano sposare le figlie per mantenere la corona. Non si trattava di uno pseudo-matrimonio con una statua, tutt’altro, ogni Adone aveva la sua Astarte sacra..nei santuari di Pafo (Cipro) si praticava la prostituzione sacra per propiziare la ierogamia.

Oltre la prosopopea, ricompare in sogno il cane di Annibale, Astarte, che nel fumetto incompiuto di Paz, continua a raccontarci la storia a modo suo: “Li senti i campanelli, le urla, i bramiti dei cammelli?”..

8 Marzo 2018

A tutte le donne italiane

Breve sunto del discorso del Presidente Mattarella nella giornata della Donna

[Le donne sono state artefici della Repubblica e le nostre istituzioni non sarebbero quello che sono senza il contributo delle donne italiane, grazie alla loro partecipazione al voto dal 1946.

Ringrazio la Signora Rosa Ercoli per aver partecipato al voto all’età di 107 anni, un impegno che deve essere un esempio per tutti.

Attraverso la capacità delle donne di essere interpreti dello sviluppo democratico sono state necessarie tenacia e forte impegno.

La legge Merlin fu un grande cambiamento per il nostro paese. La prostituzione non è cessata come fenomeno sociale. La legge Merlin è stata una leva robusta per la libertà.

La tutela delle donne madri venne introdotta negli anni ’50.

Al 1963 risale la legge per la “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri”.

Nel 1967 è stata introdotta la piena parità nel lavoro del trattamento tra uomini e donne.

Ancora oggi vi sono ostacoli e disparità nel mondo del lavoro. Occorre vigilare con fermezza per il rispetto delle norme. Il divario del 20 % nella disparità sull’occupazione nel lavoro fra uomini e donne va superato. Bisogna impegnarsi per una migliore offerta.

Non va dimenticato che il nuovo diritto di famiglia (1975) vide l’anno successivo un acceso scontro sul divorzio (1976).

In tutto questo arco di tempo le donne hanno saputo tenere bene in vista gli interessi generali. Il grande merito storico è stato questo, è stata la vocazione ricorrente della politica femminile. Abbiamo ancora bisogno di questa attitudine. 

Il diritto alla salute nacque nel 1978 grazie a Tina Anselmi. Nel 1991 la legge sul volontariato, della Martini. La legge quadro per l’assistenza ai disabili venne introdotta nel 1992. Del 2010 la legge sulla Terapia del dolore e l’accesso alle cure palliative.

La strada prosegue tra molte difficoltà, vecchie e nuove..Una nuova e più attenta legislazione sulla violenza sessuale, sulle violenza famigliare, bisogna impedire che le donne diventino il bersaglio dell’odio e del risentimento. Accettare di apprezzare le differenze tra gli esseri umani.

L’ 8 Marzo deve essere una giornata di impegno comune. Continuare a garantire la parità di accesso alle cariche pubbliche..

La centralità della questione femminile, la risposta all’altezza della libertà che la nostra costituzione deve esprimere.]

Relata refero

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ca. 1946, Louisburg Square, Boston, Massachusetts, USA — Two women model herringbone tweed coats with hats designed by Sally Victor. — Image by © Genevieve Naylor/CORBIS