Tutto è sciolto

James Joyce ha scritto “Tutto è sciolto” rivolgendosi a un misterioso amore triestino. La poesia venne pubblicata per la prima volta nel maggio del 1917, una rivisitazione del melodramma italiano con dodici versi a rima alternata. Sono state fatte varie ipotesi sull’identità di quella passione impossibile, forse una studentessa che conobbe ai tempi del suo soggiorno a Trieste, il ritratto di una sirena delicata che ha già in nuce le future peregrinazioni nel capitolo dedicato alle sirene dell’Ulisse. [1]

Il titolo in italiano è una citazione di un’aria dell’opera lirica La Sonnambula, nota anche come I fidanzati svizzeri di Vincenzo Bellini, con il libretto di Felice Romani. La trama ruota intorno al tema della visione e dell’inganno: una coppia prossima alle nozze si separa per un sospetto tradimento della futura sposa. Amina invece soffre di una forma acuta di sonnambulismo che la fa entrare senza esserne consapevole nella stanza di un altro uomo, il conte Rodolfo. Tutto si chiarirà fortunatamente, ma qui siamo nella fase in cui il lieto fine è una meta ancora lontana:

“Tutto è sciolto:

Più per me non v’ha conforto.

Il mio cor per sempre è morto

Alla gioia ed all’amor.”[2]

In Joyce invece il desiderio conosce già il sapore amaro della rinuncia.

Tutto è sciolto

A birdless heaven, sea-dusk and a star

Sad in the west;

And thou, poor heart, love’s image, fond and far,

Rememberest:

Her silent eyes and her soft foam-white brow

And fragrant hair,

Falling as in the silence falleth now

Dusk from the air.

Ah, why wilt thou remember these, or why,

Poor heart, repine,

If the sweet love she yielded with a sigh

Was never thine?

——————————————————————————————–

Tutto è sciolto

Cielo senza uccelli, crepuscolo marino e una stella

Triste a occidente;

E tu, povero cuore, ricordi l’immagine dell’amore, tenera

E lontana:

I suoi occhi silenti e la fronte morbida come spuma bianca

I capelli profumati,

Che scendono come ora scende nel silenzio

L’oscurità dall’aria.

Ah, perché continui a ricordare queste cose, perché

Povero cuore, ti lamenti

Se l’amore dolce a cui lei si arrese con un sospiro

Non fu mai tuo?


[1] Per chi volesse approfondire l’argomento segnalo il libro di Roberto Curci, Tutto è sciolto. L’amore triestino di Giacomo Joyce, Lent edizioni, 1996.

[2] Elvino, La Sonnambula, Vincenzo Bellini. Per chi fosse in vena di ascoltare un frammento di opera ecco il link:

 

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