Mare magnum

Deutsch: Francis Bacon Frontispiz aus Sylva sy...

Ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito

Francis Bacon

Mi ha sempre incuriosito il fatto che sir Francis Bacon (1561-1626), nome prima latinizzato in Franciscus Baconus, e poi italianizzato in Francesco Bacone, fosse un antenato del pittore Francis Bacon (1909-1992). Filosofo preferito dagli illuministi, Diderot dedicò a lui l’Enciclopedia, viene considerato il padre dell’empirismo inglese, autore di un’opera complessa, il Novum Organicum (1620), una critica diretta all’Organicum aristotelico e alla logica scolastica.

Bacone non risparmia nessuno, vuole rifondare un nuovo sapere, una nuova scienza, libera da pre-giudizi, i temibilissimi idoli, e basata su un nuovo metodo: l’induzione per eliminazione. Leggendo alcuni tentativi di spiegazione del suo metodo su alcuni dizionari filosofici, ho avuto la stessa impressione confusa restituita dalle traduzioni tecniche multilingue degli elettrodomestici: un senso di vaghezza diffuso, in cui il messaggio non è affatto chiaro ma volutamente ambiguo per non cadere in un errore di interpretazione che restituisce la confusione mentale del traduttore. E come di solito accade, si finisce con l’imparare da soli, procedendo per tentativi, un sistema primitivo che funziona sempre.

Bacone sostiene che l’immaginazione ha poteri occulti, ma sono straordinarie le sue applicazioni: può essere utilizzata per bloccare il processo di fermentazione della birra. Sicuramente un’idea fuori dal comune.

Tra i progetti che stavano a cuore al Lord Cancelliere della filosofia (1) ci sono un elenco di esplorazioni accomunate dallo stesso intento, introdurre in un corpo dato un’opera nuova: fare leghe di metalli per scopi diversi, rendere il vetro più trasparente, o infrangibile, individuare un metodo per conservare durante l’estate i limoni, le arance, i cedri, far maturare più rapidamente i piselli, le fragole o le ciligie, cercare di ottenere – dal ferro unito alla selce o a qualche altra pietra – un metallo più leggero del ferro e non attaccabile dalla ruggine, (il comunemente noto acciaio), fondamentale per gli utensili di cucina, spiedi, fornelli, girarrosti, pentole, e in secondo luogo, per gli strumenti bellici, come pezzi di artiglieria, saracinesche, griglie, catene.

Bacone predilige sempre gli experimenta lucifera, gli esperimenti che portano luce, “hanno la meravigliosa virtù di non ingannare e di non deludere mai, non hanno il compito di produrre qualche opera, ma di rivelare qualche causa naturale. Così qualunque risultato essi forniscono, soddisfano il loro scopo e risolvono il problema.” (2)

Un sistema apparentemente semplice arricchito da una serie di ramificazioni: istanze solitarie, istanze migranti, istanze ostensive, istanze clandestine, istanze costitutive, istanze conformi, istanze monadiche, istanze devianti…Le istanze della croce introducono il concetto di bivio o biforcazione di fronte a una causa esaminata: nel dubbio, bisogna sempre preferire il vincolo che rimane costante e indissolubile.

La questione rimane tuttora aperta, secondo la meccanica quantistica è probabile riscoprire leggi scientifiche contro-intuitive.

Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé.

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(1) La definizione è di Harvey.

(2) Giovanni Reale, Dario Antiseri, Il pensiero occidentale, Volume II, Edizioni Scolastica, 1983, p. 258.

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