Bisbigli di seta

Chiudiamo l’anno in bellezza, con il Cantico dei Cantici, nella bella traduzione dal latino di Cesare Angelini, nata come racconta nella prefazione per una scommessa con se stesso: “vedere se ero ancora capace di scrivere in versi, come ai miei vent’anni, che era tornare un po’ giovane.”[1]

L’interpretazione canonica è quella di un idillio amoroso, un dialogo tra due sposi, un pastore, il “Diletto” della pastorella dal nome impegnativo, Sulamite.

Nella tradizione ebraica viene letto come un’allegoria tra le nozze tra Dio e la nazione ebraica; secondo invece l’esegesi cristiana è un rimando all’unione tra Cristo e la Chiesa.

A me piace semplicemente nella sua valenza poetica, l’autore non è Salomone, come si è ritenuto in passato, secondo i biblisti più esperti risalirebbe a un’epoca meno lontana, il IV secolo a. C. .

Il poemetto è stato immortalato al cinema in C’era una volta in America (1984, Sergio Leone), quando Deborah determinatissima già da bambina a intraprendere la sua carriera da ballerina legge a Noodles, l’avatar di Robert De Niro da piccolo, un passo modificato a immagine e somiglianza del suo Diletto, ma qui la storia, come è risaputo, prende una piega decisamente drammatica.

Nel testo antico non poteva mancare il classico colpo di scena, si cambia setting, e dal paesaggio agreste si passa improvvisamente al palazzo di re Salomone, che si intromette come possibile pretendente e la pastorella potrebbe finire il resto dei suoi giorni nell’harem del re. Il fremito dura meno dello spazio di una pagina, e alla fine tutto si sistema: “e quando farà notte/fuggiamo, o mio diletto, come cervi/fuggiamo come gazzelle/agli azzurri villaggi/sui monti profumati.[2]

A questo punto ci chiediamo insieme al coro: ma cos’ha il diletto più degli altri?

 

Il mio diletto è bello e prosperoso,

distinto tra duemila, diecimila,

e la sua testa è oro, oro che brilla.

I suoi riccioli? Grappoli di palma,

nerissimi, corvini.

I suoi occhi come occhi di colombo

muovono rivi d’acqua,

specchiano cieli teneri:

e le sue guance sono come aiuole

di giunchiglie, di balsami.

Fatemi dire come son le labbra…

Due rose fresche e colte in paradiso.

E le sue mani? Mani fatte al tornio

cariche di topazi inanellati.

Il suo petto è abbagliante come avorio

cosparso di zaffiri;

e le gambe, colonne alabastrine

su piedistalli d’oro.

In quanto al portamento, è insigne come

il portamento dei cedri del Libano.

Ma la sua bocca è colma di rosolio,

bocca amabile, bocca deliziosa,

in lui tutto è delizia.

Questo è il diletto mio, l’amante mio,

o figliole di Gerusalemme.[3]

 

Di fronte a un tale entusiasmo non si può fare a meno di sciogliersi in un sorriso.

 

 

Al prossimo anno 🙂 Auguri a tutti!

Gli articoli del 2012 sono stati ispirati in ordine di apparizione da:

William Shakespeare, Giorgio Caproni, Creative Insomnia, Claudia Bonollo, David Whitehouse, Denis Broduriès, Alieno de Bootes, Leonard Maltin, Lettere di una monaca portoghese, Sir Gawain e il Cavaliere Verde, William Wordsworth, Le rose, La Festa della Donna, Chicchan, Un ghazal afghano, Josif Brodskij, H. P. Lovecraft, Dylan Thomas, Corrado Govoni, James Joyce, Vincenzo Bellini, Edgar Lee Masters, Blaise Pascal, Francis Bacon, Figone, Pindaro, Kathleen Jamie, Philip Larkin, I Ching, Gottfried Leibnitz, Frank O’Hara, Baruch Spinoza, Forugh Farrokhzad, Hans Christian Andersen, Anne Sexton, Ted Hughes, Fëdor Dostoevskij, Jenny Joseph, Vincent Van Gogh, Carneade, Vento nei Capelli, Miguel de Cervantes, Don Chisciotte, Stephen Black, Samuel Beckett, Godot, Wallace Stevens, Alexander Pope, Walt Whitman, Carlo Collodi, Pinocchio, Filottete, Sofocle, Clarissa Pinkola Estés, Edwin Muir, Kingsley Amis, Masticone, John Keats, Margaret Atwood, Robert A. F. Thurman, Kung Fu, David Carradine, Gustave Flaubert, Il Cantico dei Cantici, Kate Bush.


[1] Prefazione, p. 5, Cantico dei Cantici, Einaudi, 1988.

[2] Ibidem, p. 51.

[3] Ibidem, pp. 36-37.

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6 pensieri su “Bisbigli di seta

  1. grazie per gli articoli, straordinari, e per averci menzionato fra tante illustri fonti d’ispirazione. Qualunque sia stato il nostro contributo, il tuo modo di trasformarlo è infinitamente superiore a qualsiasi aspettativa. L’evoluzione del tuo blog è costante, cosa assai rara di questi tempi. Perciò, commossi, ringraziamo. Buon anno, Branoalcollo e lunga vita al tuo talento!

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    • Si riferiva agli articoli scritti grazie alle vostre iniziative a Madrid, le notti creative sul colore, ringrazio per i complimenti degni di un epinicio 🙂 in realtà ho cercato di fare un compendio di quanto scritto nel 2012, con le fonti ispiratrici, Creative Insomnia non poteva mancare… ricambio gli auguri vulcaniani, la ricerca continua…

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