Fossili

Sul chiuso quaderno  Di vati famosi, Dal musco materno  Lontana riposi, Riposi marmorea, Dell’onde già figlia, Ritorna conchiglia.   Occulta nel fondo D’un antro marino Del giovane mondo Vedesti il mattino; Vagavi co’ nautili, Co’ murici a schiera; E l’uomo non era…     Sopra una conchiglia fossile nel mio studio, Giacomo Zanella, Poesie 1868-1885   Sono andata a votare, poco convinta, in apprensione per questa epoca in crisi nera, anzi nerissima. Seguendo la tassonomia delle ere geologiche, le descrizioni sono di solito poco invitanti, animali che arrancano alla ricerca di cibo, e vengono fagocitati da bestie ferocissime, condizioni climatiche terrificanti, tempi … Continua a leggere Fossili

L’eterno lunedì

Altri fiumi, altri laghi, altre campagne Son là su, che non so qui tra noi; Altri piani, altri valli, altre montagne, c’han le cittadi, hanno i castelli suoi, con case de le quai mai più le magne non vide il paladin prima né poi: e vi sono ample e solitarie selve, ove le ninfe ognor cacciano belve.   Non stette il duca a ricercar il tutto; che là non era asceso a quell’effetto. Da l’apostolo santo fu condutto in un vallon fra due montagne istretto, ove mirabilmente era ridutto ciò che si perde o per nostro diffetto, o per colpa … Continua a leggere L’eterno lunedì

Io sono un gatto | Natsume Soseki

Il mio consiglio di lettura per Cartaresistente è Io sono un gatto di Natsume Soseki (1867-1916), uno dei miei libri preferiti, pubblicato in Giappone nel 1905, tradotto in italiano per la prima volta dalla Neri Pozza nel 2006. La mia è un’edizione BEAT del 2010 a cura di Antonietta Pastore. Protagonista del romanzo, a tratti struggente, a tratti comico, ma con un finale degno di una saga da Samurai, è un gatto filosofo che interpreta e osserva il mondo che lo circonda con una lucidità disarmante. Fa da sfondo la società giapponese in crisi, sospesa tra un passato legato ormai a … Continua a leggere Io sono un gatto | Natsume Soseki

Polvere di neve e fritoe

Il modo in cui un corvo Di sopra una cicuta Scrollò sopra di me Una neve minuta Diede al mio cuore un tale Mutamento d’umore, Da salvare un mio giorno Ormai senza valore.   Polvere di neve, Robert Frost   Come ogni Carnevale, almeno qui a Venezia, c’è un freddo polare insopportabile. Ogni anno è così, è la punizione inflitta a chi decide di vestirsi in maschera e vagare ubriaco per calli, scontrandosi con folle in contromano e vigili che invece di veicolare il traffico pedonale lo peggiorano. Ho abbandonato questa malsana abitudine da decenni, il Carnevale lo evito come … Continua a leggere Polvere di neve e fritoe

Tabula rasa

A volte si attraversano alcune fasi in cui è utilissimo fare tabula rasa, ricominciare tutto daccapo. Nel saggio magnifico dedicato alla storia dell’ombra di Victor I. Stoichita[1] ho scoperto un’incisione omonima di Vincenzo Carducci (1576?-1638), pittore di origine italiana emigrato in Spagna nel Seicento noto anche come Vicente Carducho. La Tabula Rasa illustrata (vedi fig.1) è contornata da una fascia di alloro, una scritta in latino di derivazione aristotelica potentia ad actum tanquam tabula rasa e in mezzo un pennello che proietta solamente la sua ombra. L’ombra diventa una sostituzione del segno, dell’atto creativo. La simbologia pare che sia stata ispirata … Continua a leggere Tabula rasa