Venezia #4: Santa Croce

Da secoli tentano di convincerci che la terra sia una valle di lacrime. Ma io mi ribello a tutto questo, e credo che l’erotismo, come la rivolta, sia tra i mezzi eccellenti, adatti a condurci a questa smisurata gioia.   Paul Wühr     San Giacomo dell’Orio ha un’aria esotica, godereccia con tutti i ristoranti che ci sono intorno alla zona, con degli alberi però un po’ spettrali, sempre più curvati, persino le case che si affacciano sul campo sono insolite, dipinte di rosso veneziano ormai stinto, anche se tutt’altro che scolorita è la storia di Lorenzo Lotto, il pittore … Continua a leggere Venezia #4: Santa Croce

Teardrops

Piove…Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane… Nel lontano 1984, ormai secolo scorso, le gocce di pioggia nella terra d’Albione venivano immortalate in un pezzo degli Eurythmics, frammenti di memoria che si scioglievano in lacrime per diventare emozioni nuove: Here comes the rain again falling on my head like a memory, falling on my head like a new emotion. Le parole nuove di oggi sono di un poeta friulano, Pierluigi Cappello[1], potenti e amorevoli: Piove, e se piovesse per sempre
 sarebbe questa tua carezza … Continua a leggere Teardrops

Venezia #3: Giudecca

“E se’ or sotto l’emisferio giunto che contraposto a quel che ha la gran secca coverchia, e sotto il cui colmo consunto fu l’uomo che nacque e visse sanza pecca; tu hai i piedi in su piccola spera, che l’altra faccia fa de la Giudecca.”   Dante, Inferno, XXXIV, vv. 112-117   Una striscia di isola ricca di storie sorprendenti, con una fermata di vaporetto dal nome poco invitante, Zitelle, ma che introduce subito la chiesa omonima, attribuita erroneamente al Palladio, un edificio un tempo gestito dai Gesuiti, dove veniva data assistenza alle ragazze povere, senza dote, che spesso finivano … Continua a leggere Venezia #3: Giudecca

Back to the Past

              Carissimi, con rinnovata energia eccomi pronta a una sfida novella, l’appuntamento settimanale con qualche riflessione sparsa per allietare questi giorni di pioggia di un Aprile novembrino. La primavera che tarda ad arrivare mi ha fatto rammentare i versi mirabili di Hafez: Oh Rosa, ti ho cercata tra tutte le rose, Ma non ti ho trovata. Ho patito, ho gridato, ho urlato, Girovagato Da una terra a un’altra Nell’immensità. Alla fine ti ho trovata, Quieta, addormentata Nel mio cuore.   Che meraviglia! E che conforto offre la poesia! Recentemente mi sono messa a rileggere … Continua a leggere Back to the Past

Venezia #2: Strada Nuova

La moda di amare Racine passerà come quella del caffè   Ora sappiamo invece quanto Voltaire avesse torto.   Nelle mie peregrinazioni capito raramente vicino a Strada Nuova, preferisco fare il periplo di Venezia passando per l’Accademia e poi dritta verso Rialto, tornando indietro per San Polo, cerco sempre di fare un tragitto diverso dall’andata, semplicemente per non annoiarmi. Strada Nuova è uno strano mélange, fiumi di persone che invadono ogni giorno la città una volta scese alla Stazione di Santa Lucia, non a caso la santa protettrice della vista. I turisti, li riconosci subito, li vedi confusi che vagano … Continua a leggere Venezia #2: Strada Nuova

Hysteron proteron ovvero l’ultimo che diventa primo

Continua la mia ricerca sulle figure retoriche fai da te, in questo caso l’hysteron proteron, più comune di quanto si pensi, l’ultimo usato per primo. Nell’edizione dello Zingarelli del 1967 il termine è saltato a piè pari perché viene classificato sotto la voce isterologia, ossia dire prima ciò che andrebbe detto dopo invertendo la sequenza logica-temporale che lega due azioni tra loro, ho però imparato un aggettivo nuovo, non proprio di uso frequente, per chi è appassionato di ere antiche, “huroniano”, secondo e ultimo periodo dell’era arcaica in Nord America; il vocabolo ricompare nell’edizione del nuovo millennio, spiegato ancora una … Continua a leggere Hysteron proteron ovvero l’ultimo che diventa primo

Venezia #1: La Punta della Dogana

Guardando la laguna, lasciandosi la città alle spalle, La Punta della Dogana significativamente si trova al vertice di un triangolo di isola che divide i due principali canali di Venezia, a destra il Canale della Giudecca, a sinistra il Canal Grande. L’edificio è sormontato da una torretta con due Atlanti che reggono una sfera d’oro con un’esile statua, la Fortuna girevole con un segnavento. Passeggiando lungo le Zattere, se si percorre la Fondamenta fino in fondo, la strada finisce qui, ora con due attrazioni in più: il museo di arte contemporanea progettato da Tadao Ando, e la tanto vituperata statua … Continua a leggere Venezia #1: La Punta della Dogana

Mutabilità, Frankenstein e altro

Da questa settimana, doppia programmazione, oltre al consueto post odierno, aggiungo un ulteriore appuntamento infrasettimanale, di mercoledì, il 10 Aprile verrà infatti pubblicato su Cartaresistente, un progetto creativo sul tema delle città raccontate, io racconterò Venezia, accompagnata dalle illustrazioni di Davide Lorenzon. Oggi vi propongo “Mutability” di Percey Bysshe Shelley (1792-1822), poeta dalla vita breve ma intensa, sposato con Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein, a sua volta figlia di una coppia illustre, Mary Wollstonecraft, la prima femminista liberale, e il filosofo anarchico William Godwin, e con un cognome così chi potrebbe metterlo in dubbio? Frankenstein, sottotitolato Il Prometeo moderno, viene … Continua a leggere Mutabilità, Frankenstein e altro

Anadiplosi

Forse è colpa dell’abbacchio, che ho digerito circa alle undici di ieri sera, cercando di dimenticarlo con la zuppa inglese, stamattina mi sono svegliata con questa parola in testa, pronunciata però alla Walter Chiari quando faceva Vieni avanti cretino, scandita con enfasi incredula. Ana che? Ana-di-plo-si… Invece è una delle figure retoriche più usate, dal greco anadiplosis, da anadiplóõ, “io raddoppio”, ossia la ripetizione di una o più parole di un enunciato precedente all’inizio del successivo. Il problema nei dizionari sono gli esempi, il mio, lo Zingarelli, questa volta mi sorprende con Dante, da cui si impara sempre qualcosa: luce intellettual, piena d’amore; … Continua a leggere Anadiplosi