Le interviste possibili: II. Ian Mathie

Today’s special guest for our “possible interviews” is Ian Mathie, a Scotsman with an African soul, a very talented writer who lived most of his life in Africa, and worked as a rural development officer specializing in water resources all over the continent. In 1982 Ian returned to England, re-trained in psychology and worked for nearly twenty five years as an industrial psychologist. He now lives in Warwickshire with his wife and his dog Mungo. Welcome to my virtual sofa, what would you like to drink? A glass of chilled Prosecco, a cup of coffee “corrected” with a shot of … Continua a leggere Le interviste possibili: II. Ian Mathie

I paradossi dell’anafora

È proprio il caso di dirlo qualche volta è utile ripetere le cose, come ricorda una figura retorica ampiamente utilizzata, l’anafora, dal greco “ripetizione”, da anaphérõ, io ripeto, semplicissima, basta impiegare la stessa parola, o anche più parole, all’inizio di almeno due frasi successive. Esempio colto citato dallo Zingarelli, l’immancabile Dante: s’io meritai di voi mentre ch’io vissi, s’io meritai di voi assai o poco… (Inferno, XXVI, 80-81) Un suo sinonimo è l’epanafora, che suona un po’ come una sua versione paracula, ma è un altro modo per dire la stessa cosa. Sono inevitabili invece le variazioni da un punto … Continua a leggere I paradossi dell’anafora

Le interviste possibili: I. Claudia Bonollo

“Le nove figlie dal grande Zeus generate, Clio e Euterpe e Talia e Melpomene, Tersicore e Erato e Polimnia e Urania, e Calliope, che è la più illustre di tutte.” (Esiodo, Teogonia, incipit, 76-79)* Inauguro questo mercoledì un nuovo appuntamento infrasettimanale: le interviste possibili…un richiamo indiretto nel titolo alle mitiche interviste impossibili interpretate da Carmelo Bene, in cui rivestiva ruoli di personaggi famosi storici del passato in una trasmissione radiofonica degli anni ’70, risposte immaginate raccolte poi nel libro omonimo di Giorgio Manganelli. Qui invece, grazie alla tecnologia che permette di raggiungere mete altrimenti lontane, ho deciso di dare voce … Continua a leggere Le interviste possibili: I. Claudia Bonollo

Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning

Ieri stavo facendo una ricerca sulle peonie, tra i miei fiori preferiti, le rose senza spine, con cui si fanno parecchie essenze di profumi, ricordate anche nell’Ode alla Malinconia da John Keats, che ho già tradotto qui nel blog. E così sono arrivata a Elizabeth Barrett Browning (1806-1861), la poetessa romantica inglese innamorata dell’Italia, moglie di Robert Browning, che la salvò da un padre opprimente, una giovinezza minata da una malattia gravissima, curata male con il laudano, viene quasi sempre ritratta in pose malinconiche, i capelli acconciati in boccoli infiocchettati, lo sguardo rassegnato che sembra annunciare una fine prematura. Traduttrice … Continua a leggere Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning

Venezia #10: San Marco reloaded

Passando davanti al Ponte dei sospiri, che collega Palazzo Ducale all’edificio che un tempo ospitava le prigioni, il pensiero va immediatamente al coraggio di Casanova, che calandosi con una fune dal tetto di un abbaino riuscì a evadere dai Piombi scappando in gondola. Una missione che sarebbe stata quasi impossibile senza l’aiuto decisivo di qualche guardiano corrotto, ma del resto lui stesso sosteneva che: “nelle grandi imprese ci sono sempre dei particolari decisivi, che, se si vuole riuscire, si devono curare di persona.” A quanto pare non un problema per un seduttore come lui che, una volta salvo, decise di … Continua a leggere Venezia #10: San Marco reloaded

La chiave di Barbablù

Ieri mi sono messa a rileggere la storia di Barbablù, un utile ripasso. Barbablù, Bluebeard, Barbe bleue, Blaubart come lo si voglia chiamare è una “fiaba” macabra che bisogna studiare con attenzione, perché anche se è un racconto cruentissimo basato su un uxoricida seriale, è di fatto la rivisitazione di una tipologia maschile ricorrente, il predatore naturale. Confesso che non mi ricordavo che Barbablù facesse una brutta fine, chissà perché lo immaginavo un po’ come Dracula, condannato a brancolare in eterno nell’oscurità, invece viene massacrato dai fratelli dell’ultima sposa, le sue cartilagini lasciate in pasto alle poiane, che nel dizionario … Continua a leggere La chiave di Barbablù

Venezia #9: Venezia riflessa

Cammino lungo il canale animato da case galleggianti, sono a Little Venice, la piccola Venezia, un quartiere di Londra a pochi passi da Maida Vale, zona residenziale nella West End immortalata al cinema dal grande Hitchcock in Dial M for Murder, tradotto in italiano con un titolo diverso, Il Delitto perfetto, perdendo totalmente il riferimento ormai storico al telefono con le lettere e l’evidente gioco di parole. I Charrington gardens citati nel film non esistono in realtà, ma se si seguono alla lettera le indicazioni date per raggiungere la casa in cui viene aggredita Mrs Margot Mary Wendice, interpretata da … Continua a leggere Venezia #9: Venezia riflessa

Ezra Pound: La ragazza e gli ultimi versi dei Cantos

Oggi vi propongo “The Girl” (“La Ragazza”, molti hanno tradotto fanciulla, che a me piace meno, ma è una mia idiosincrasia in un testo così profondo nella sua semplicità stilistica) di Ezra Pound (1885-1972), uno dei più grandi poeti del Novecento. Voce immortale, a tratti epica, con una conoscenza enciclopedica dei classici, in primis Dante Alighieri e Guido Cavalcanti, impareggiabile imitatore delle rime della poesia provenzale del XII secolo, ammiratore del poeta e pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti – lui stesso racconta che iniziò a scrivere grazie a lui – segretario dello scrittore irlandese Yeats, saggista e letterato, si trasferì … Continua a leggere Ezra Pound: La ragazza e gli ultimi versi dei Cantos