Le interviste possibili: I. Claudia Bonollo

“Le nove figlie dal grande Zeus generate,

Clio e Euterpe e Talia e Melpomene,

Tersicore e Erato e Polimnia e Urania,

e Calliope, che è la più illustre di tutte.

(Esiodo, Teogonia, incipit, 76-79)*

Inauguro questo mercoledì un nuovo appuntamento infrasettimanale: le interviste possibili…un richiamo indiretto nel titolo alle mitiche interviste impossibili interpretate da Carmelo Bene, in cui rivestiva ruoli di personaggi famosi storici del passato in una trasmissione radiofonica degli anni ’70, risposte immaginate raccolte poi nel libro omonimo di Giorgio Manganelli.

Qui invece, grazie alla tecnologia che permette di raggiungere mete altrimenti lontane, ho deciso di dare voce al talento, in qualsiasi forma si manifesti, condividendo quanto sostiene Clarissa Pinkola Estés, “alcuni dicono che la vita creativa stia nelle idee, altri dicono che stia nei fatti. È comunque sempre l’amore per qualcosa.”

Oggi, ho il piacere di presentare Claudia Bonollo, che oltre a essere mia sorella, è un’artista-architetto che vive e lavora a Madrid dal 1999. Laureata con lode in architettura allo IUAV di Venezia con una tesi all’epoca sperimentale sull’immaginario della città nel cinema, si è poi specializzata alla Bartlett School di Londra sotto l’egida di Peter Cook, ottenendo successivamente il titolo di Ricercatore all’Università di Architettura di Madrid. Pioniera della sperimentazione multimediale in tempi non sospetti, le sue prime video performance risalgono alla fine degli anni ’80, ha al suo attivo numerose mostre e pubblicazioni sia come architetto – è stata selezionata tra i migliori studi di architettura in Spagna dall’AIAC per la pubblicazione Architetti italiani in Spagna oggi (Mancosu Editore 2011), prendendo parte alla mostra itinerante partire restare tornare – che come artista, svolge da vent’anni una ricerca molto interessante sul colore. E il colore ha ispirato uno dei suoi progetti multimediali e multi-sensoriali più stimolanti, Creative Insomnia, workshop organizzati interamente intorno a un colore. Le notti creative sul colore sono diventate degli appuntamenti imperdibili, dopo il rosso, l’arancione, e il giallo, seguendo la sequenza cromatica dell’iride, siamo arrivati alle notti sul verde, prossimamente sugli schermi di Creative Insomnia.

Prima di tutto benvenuta nel mio salotto virtuale, cosa ti offro? La dispensa la conosci, potrei stupirti con un Fernet Branca alla menta, altrimenti un porto Sandeman, un classico, o un Prosecco fresco…o un’acqua quantica?

Per cominciare possiamo dissetarci e allo stesso tempo rivolgerci un’attenzione speciale con un’acqua quantica. Opterei per quella con l’etichetta “La Bonne Étoile” che è sempre di buon auspicio, in alternativa suggerisco “Anima” e poi, naturalmente, non può mancare un brindisi con un ottimo Prosecco fresco.

Idee chiarissime, molto bene. Giusto per rompere il ghiaccio mentre ci sorseggiamo le acque quantiche, prima di passare al prosecco, qual è la tua musa preferita, ovviamente anche tutte se vuoi…

Fra tutte, le mie preferite sono: Erato, la Poesia amorosa, colei che provoca desiderio e che è raffigurata con la lira, Urania, colei che è celeste, l’Astronomia, con un bastone puntato al cielo, (il cielo mi ha sempre ispirato in effetti e lo dimostra il titolo di una mia mostra di tanti anni fa: “Effetti provocati dalla contemplazione del Cielo”) e Calliope, colei che ha una bella voce e che rappresenta la Poesia epica, madre di Orfeo e ispiratrice di Omero, figure che ho amato moltissimo per la mia grande passione per la mitologia, effigiata con una tavoletta ricoperta di cera e uno stilo.

Che figure affascinanti, a me piacciono tutte a dire il vero, ho delle riserve su Polimnia, che a parte il nome versatile, è la musa dei mimi, e quindi l’abbandonerei al suo destino…Come è nata la tua ricerca sul colore?

Il colore, veicolo di emozioni è stato fin dalla mia prima infanzia uno strumento personale per orientarmi nel mondo. Il mio gioco preferito era l’impossibile catalogazione delle tessere colorate che trovavo nel giardino, non molto distante c’era una fabbrica di mosaico. Le mie preferite erano le miscellanee di colori screziate d’oro o d’argento che venivano conservate gelosamente sotto la denominazione ”pezzi rari”. Da allora il colore è diventato l’elemento più importante del mio lavoro e delle mie ricerche. Non solo o non tanto il colore pigmento o materia, lo strato cromatico che imbellisce le cose e che veniva guardato con sospetto dai filosofi dell’antichità e dalla nostra cultura fino al XX sec. e che pure ho studiato, amato, praticato e difeso durante i miei studi nella facoltà di architettura. Ma il colore-luce, il colore come elemento primario della visione e della metamorfosi, il colore che rende visibili le cose che ancora non lo sono, il colore soglia sospeso fra mondi diversi e apparentemente inconciliabili, il colore inclassificabile, inapprensibile, impossibile da catalogare. Più che vedere il colore, io lo sento, percepisco le sue armonie, le sue qualità vibratorie e sonore, lo ricordo perché non posso dimenticarne la riverberazione e mi avventuro nella sua immaterialità luminosa. Nelle mie ricerche, nelle mie architetture e nelle mie installazioni il colore diventa spazio, uno spazio intimo e mutevole, capace di parlare direttamente alle nostre emozioni. Oggi con il progetto CREATIVE INSOMNIA, le prime notti creative interdisciplinari dedicate all’universo del colore, il colore diventa lo strumento per coinvolgere artisti, scienziati e ricercatori a produrre opere o studi che nascano dai suoi numerosi significati. La storia del colore, fatta di momenti di auge e di temporanee idiosincrasie riflette, in fondo, la storia dell’uomo, ne condivide il destino e apre a nuovi modi di vedere e di sentire. Non è un caso se siamo rossi di rabbia o verdi d’invidia, non è casuale il modo in cui dipingiamo la nostra vita.

Qual è stata l’esperienza più significativa in merito alle sperimentazioni sul colore, cosa ti ha stupito di più?

Forse la scoperta che ciascun colore richiama emozioni e esperienze distinte. Era un’intuizione che avevo da tempo ma la sperimentazione a tutto campo e il laboratorio corale e interattivo che suppone l’esperienza intensa di una Notte Creativa, ha superato ogni aspettativa. Nel rosso abbiamo esplorato l’origine delle cose, si sono avvicinati soprattutto artisti che consideravano il rosso come un inizio, e che hanno approfittato della sua forza travolgente per armarsi di coraggio e uscire allo scoperto, le ricerche erano sempre in bilico tra visibile e invisibile. Il rosso indica sempre un cambiamento di stato irreversibile. Quando il rosso si manifesta significa che qualcosa è accaduto, nel bene o nel male. E ci sembrava una eccellente metafora per cominciare il progetto di CREATIVE INSOMNIA. L’arancione è stato generoso, affabile e disinibito in tutti gli aspetti e caratterizzato da una voluttuosa sensualità: danze del ventre, workshop tantrici, il menù arancione combinava profumi e textures esotiche, appetitose e irresistibili… Nel giallo abbiamo avuto una programmazione con prevalenza sonora, come se ci fosse, latente, una volontà di dar voce: conferenze cantate, micro-teatro, concerti a cappella, cibi che provocavano piccoli suoni e esplosioni di sapori. Si è usato non per stigmatizzare, come è avvenuto dal medioevo in poi, quando il giallo ha perso la sua battaglia simbolica prima con il bianco e poi successivamente con l’oro e si è trasformato nella sua ombra, ma per illuminare rovesciandone la simbologia. Abbiamo cercato di riabilitarne la fama, rendendo visibile il sole interiore delle donne ancor oggi totalmente e pericolosamente ignorate dai circuiti artistici rilevanti e invisibili nel mercato dell’arte. La visibilità è diventata radiante. È stata, senza dubbio, una notte luminosa.

Il verde sta attraendo soprattutto installazioni multisensoriali e sinestesiche… un’apertura all’altro e un registro umano che va dall’invidia all’empatia dall’egoismo alla volontà di condividere. È un colore straordinario. Il festival sul verde sta obbligandomi a un salto quantico e forse, benchè il dossier della programmazione sia il migliore finora, la necessità di evolvere e lo sforzo organizzativo che comporta, mi fa riflettere su uno dei principali aspetti di questo colore, che avevo sottovalutato: il suo essere acerbo e aspro al principio. Per fiorire bisogna prima bucare la terra.

Verissimo…Quali progetti stai seguendo attualmente?

Sto lavorando a diversi progetti e su diversi fronti: gestione culturale, didattica creativa e ricerca, installazioni sperimentali architettoniche e artistiche. A parte l’organizzazione del Festival Creative Insomnia-Green Nights attraverso l’Associazione Culturale che dirigo da anni (Atelier Meta-morphic) e con cui organizzo corsi e LABORATORI LIBERATORI sperimentali sul colore (identità cromatiche) e sullo sviluppo a tutto campo della creatività, ho appena presentato un seminario intensivo sull’arte degli origami per un’importante Fondazione di Madrid.

Con Monamour Natural Design, una impresa di giardini verticali di cui sono head designer e art-director, sto ultimando la mise en scène di un jardin d’hiver nell’ampio spazio vetrina di Clorofilla Digital, un’impresa leader nel campo della riproduzione digitale artistica. Saranno presenti le nostre ultime ricerche sui giardini verticali con piante stabilizzate di design e le nuove collezioni di light-box e pianeti fioriti. Inaugureremo fra poco.

Artisticamente parlando sto attualmente collaborando con due artiste molto interessanti: Andrea Buchner e Anna Margules. Con Andrea stiamo elaborando un vestito scultoreo che sarà lo schermo vibrante per le immagini proiettate e lavorando a una serie di scenografie-installazioni per i suoi prossimi concerti a cappella e con Anna sto preparando l’iconografia delle città di smeraldo di tradizione neoplatonica, gli uccelli del Paradiso e il colibrí mitico, figlio della Madre Terra nella tradizione messicana, che accompagneranno le sue performance musicali legate a questi temi.

E poi naturalmente c’è il mio progetto eco-sostenibile sulla Riviera del Brenta, dove confluiscono tutte le mie ricerche sul benessere degli abitanti futuri, che procede lento però inesorabile.

Direi a full schedule…

Come diceva Picasso è meglio che l’ispirazione ti colga lavorando…

Qual è il tuo fiore preferito? Te lo chiedo perché sono curiosa di sapere che colore scegli…

In verità, la scelta è olfattiva. Generalmente vengo attratta dai fiori non per i loro colori ma per i profumi. Mi piacciono i girasoli però nei campi, non recisi, quando il giallo è talmente intenso da illuminare lo sguardo. Mi commuove la loro storia, il mito di un fiore che segue i movimenti del sole come un’amante devota. Il mughetto e il giacinto sono fiori primaverili i cui profumi mi mettono di buon umore ma le mie preferite rimangono le rose: bianche come la neve o color avorio antico, gialle, rosa, lavanda e corallo fino al viola purpureo quasi vellutato di certe specie. Le rose blu, al momento non esistono in natura, anche se nel 2004, una società giapponese è riuscita a creare, con l’aiuto della genetica, una rosa geneticamente modificata dal colore lilla-blu di rara bellezza.

Magnifica, come rinunciare a una rosa lilla-blu?

Si, è ipnotica, è come ammirare un unicorno.

Quale pezzo ci proponi oggi e perché l’hai scelto?

Vi propongo un nuovo lavoro sul blu, ho scelto la canzone “Je Chante” di Charles Trenet per creare un contrasto ironico tra la solennità delle immagini e una canzone leggera e che mette di buon umore.

E allora ce lo ascoltiamo e vediamo con molto piacere. Grazie Claudia.

Grazie a te Carla, è stato un grande piacere e complimenti per il tuo blog che seguiamo con interesse dalla Spagna e a cui auguriamo un antico motto vulcaniano: “Live long and prosper”…

Vi aspetto al prossimo appuntamento con le interviste possibili, mercoledì prossimo…STAY TUNED

Per chi volesse visitare i blog di Claudia Bonollo segnalo:

Creative Insomnia

Atelier Metamorphic

 

CV

Artistic statement

http://claudiabonolloatelier.wordpress.com/about/

http://claudiabonolloatelier.wordpress.com/about/cv-claudia-bonollo/

Acque Quantiche

http://ateliermetamorphic.wordpress.com/tributo-al-dr-masaru-emoto/

Progetto Creative Insomnia

http://creativeinsomnia.wordpress.com/creative-insomnia-2/

 

_____________

* Elenco delle Muse secondo la classificazione di Erodoto:

Clio, colei che rende celebri, la Storia, seduta e con una pergamena in mano; Euterpe, colei che rallegra, la Poesia lirica, con un flauto; Talia, colei che è festiva, la Commedia, con una maschera, una ghirlanda d’edera e un bastone; Melpomene, colei che canta, la Tragedia, con una maschera, una spada e il bastone di Eracle (Ercole); Tersicore, colei che si diletta nella danza, la Danza, con plettro e lira; Erato, colei che provoca desiderio, la Poesia amorosa, con la lira; Polimnia, colei che ha molti inni, il Mimo, senza alcun oggetto; Urania, colei che è celeste, l’Astronomia, con un bastone puntato al cielo; Calliope, colei che ha una bella voce, la Poesia epica, con una tavoletta ricoperta di cera e uno stilo.

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20 pensieri su “Le interviste possibili: I. Claudia Bonollo

  1. Pingback: Pausa estiva | Branoalcollo's Blog

  2. L’ha ribloggato su Tramedipensierie ha commentato:
    Le interviste possibili di Claudia Bonollo iniziano così: in famiglia. Entrambe sia Carla che Claudia insieme devono essere molto, molto “pericolose”. Mi piace molto quest’idea di presentare ogni settimana un personaggio…la seguo volentieri perchè così ho l’opportunità di conoscere personaggi che altrimenti non avrei modo di scoprire da sola.
    Grazie Carla

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    • Grazie a te Marta, è un progetto a cui tengo molto, dedicato al talento e alla creatività delle persone che intervisto…pericolose, non so, sicuramente passionali, visto che siamo entrambe due leonesse 🙂

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      • Il virgolettato andava ben spiegato…
        Grazie a te Carla e buon lavoro!

        A me piace molto inseguire e seguire la creatività delle persone, mi piacciono le idee, e come riescono a concretizzarte con i materiali che trovano congeniali…per la riuscita del progetto qualunque esso sia…

        L’espressività …che gran bella cosa!

        abbraccio
        .marta

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  3. I non commenti da parte di persone che normalmente mi seguono e mi riempiono di complimenti, mi hanno fatto capire moltissime cose…il progetto comunque continua, anche senza il loro appoggio.

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    • Che poi quando si ‘vola un po’ più alto’ probabilmente c’è chi fa fatica a starci dietro. Le ‘cose impegnate’ devono muovere pensieri!!
      E comunque occorre perseguire nelle cose in cui si crede, in qualunque ambito. Chi non ci sarà avrà perso un’occasione!

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      • per forza, è l’unico modo, più che altro mi è sembrato un grande gesto di scortesia nei miei confronti e nei confronti della persona intervistata…poi il lavoro può anche non piacere, per carità, viva la libertà, però quando ho visto che l’articolo è stato ampiamente condiviso su fb e nessuno si è degnato a scrivere le sue impressioni ma solo a prendere di nascosto e in modo anonimo quello che c’era da prendere…beh ti assicuro che è stato uno spettacolo sgradevole, necessario per aprire gli occhi… grazie Lois 🙂

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  4. È un progetto molto interessante. Doppiamente. Da una parte il percorso creativo e affascinante sui colori (mi piacciono tutti i video, in particolare Azul) dall’altro l’avvio delle interviste.
    Sono sempre più convinto che solo l’interazione e la sinergia ci consentiranno di riappriopriarci della nostra sensibilità e della giusta considerazione del mondo.
    Complimenti ad entrambe. Due talenti. Due scoperte.

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