Le interviste possibili: VII. Andrea Bettini

Il settimo appuntamento con le interviste possibili si apre con il mecenate delle anime, Andrea Bettini, ideatore di un progetto narrativo unico nel suo genere. Laureato in economia, esperto di marketing, scrittore, ghost-writer, attore in commedie veneziane, qui direi che si affrontano con disinvoltura e maestria discipline e aree diverse.

Benvenuto nel mio salotto virtuale, cosa ti offro? A te la scelta…

Guarda qualche settimana fa sono stato a trovare un’amica che sta facendo un corso per “Tea Sommelier” e mi ha introdotto in questo fantastico mondo. Dialogo, ritualità, degustazione e perché no… un viaggio alla scoperta di culture diverse. Affascinato da tutto ciò direi che un tè verde va più che bene.

E allora ci beviamo un tè verde che è anche un antiossidante. Cosa stai organizzando di bello al momento? 

Il prossimo 3 ottobre parte la Terza Edizione de “Il mecenate d’anime approda a Venezia”. Ci tengo a sottolineare questo, perché quando ho proposto due anni fa questa iniziativa ad Alain Bullo direttore dell’Hotel Londra Palace, il luogo che ospita questi incontri, è stata un po’ una sfida. Il format era già rodato da un paio d’anni per il web attraverso questi racconti che scrivevo e pubblicavo, però non sapevo che impatto potessero avere queste storie di fronte ad un pubblico e raccontate direttamente dai loro protagonisti. Devo dire che il tutto ha superato ogni più rosea aspettativa. Condividere esperienze positive di persone differenti accomunate tutte però dalla passione, dal talento e dall’entusiasmo è un vero piacere. E poi chissà magari può innescare in chi ascolta quello che chiamo un effetto domino, un processo virtuoso d’imitazione. Oltre a “Il mecenate d’anime”, sono piuttosto concentrato in questo periodo sullo sviluppo di iniziative legate al corporate storytelling. Credo che oggi più che mai ci sia bisogno di raccontare il lato umano di chi fa impresa oggi. Come esempio ti cito Heartbeat, un progetto dove io insieme ad un pittore bassanese, Benedetto Pellizzari, ci ritroviamo a raccontare aziende mettendo insieme due tecniche comunicative diverse, ma complementari come la parola e la pittura. Il tutto è nato da un’idea di una mia ex-collega, Nicole Kreel, consulente d’azienda con anni di esperienza nell’ambito delle dinamiche d’impresa, che mi ha coinvolto in questi ritratti di imprese dove l’obiettivo è quello di mettere su un medesimo piano narrativo tutte le persone che lavorano per un progetto comune. Nel lavoro che stiamo sviluppando in questo periodo ci ha aiutati anche Sonya Robazza, una corporate coach, con la quale siamo andati a scardinare alcuni preconcetti e a condividere una serie di valori aziendali. In tutto questo progetto abbiamo un notevole supporto anche da dogtrot, un’agenzia di comunicazione e design di Treviso, che riesce a far sì che i materiali che produciamo diventino degli utili strumenti alternativi di comunicazione aziendale. Per concludere la parentesi progetti, ti segnalo www.lovefor.it . È un magazine online nato pochi mesi fa proprio dal mio incontro con Margherita Rui, il direttore creativo di dogtrot. Attraverso un format veloce di video-interviste cerchiamo di mettere insieme punti di vista differenti su quale sia il significato del termine design oggi. Design applicato anche fuori dal suo contesto “tradizionale”. È per questo che siamo partiti con uno speciale sul Salone del Mobile di Milano, per poi passare al mondo Fashion in occasione dell’ultima edizione di Pitti Immagine. Ad intervallare i due speciali, una video-monografia dedicata a colui che ha portato il design nella moda: Elio Fiorucci. Con LOVE FOR, siamo solo all’inizio, ma il riscontro è stato veramente molto positivo sia in termini di visualizzazioni al sito sia in termini di complimenti ricevuti da “addetti ai lavori” per la qualità dei contenuti pubblicati.

In pieno fermento Andrea…La narrazione è un tema fondamentale nelle serate e/o eventi che presenti, sapere conquistare chi ti ascolta attraverso il racconto e l’arte della parola. Come è iniziata la tua ricerca?

Curiosità, osservazione e un pizzico di attitudine. Ti dico ciò perché capita a tutti di chiedersi cosa si sa fare meglio, che poi quasi sempre coincide con ciò che ci dà più soddisfazione. Per quanto mi riguarda credo di avere una buona capacità nel promuovere le persone che ritengo valide. Mi entusiasma raccontare storie di persone che hanno progetti, sogni, voglia di fare. Poi c’è un altro aspetto quello legato alla comunicazione. Siamo intossicati da tragedie, crisi e quant’altro. Tutto vero certo. Nessuno vuole nascondere la realtà, però questa è una realtà parziale. Esiste tutta una parte di buone notizie, di persone valide, cose che funzionano che non fanno notizia ed invece sono altrettanto numerose, se non di più, di ciò che di negativo caratterizza la nostra società. Non è una campagna buonistica la mia. Ma un tentativo di riequilibrare l’informazione. Purtroppo negli anni precedenti è stata fatta confusione su cosa vuol dire positività e bello. Ci hanno scippato il sorriso. Lo hanno reso ostaggio della banalità. Ora credo che sia il giusto momento per riaffermare il valore dell’entusiasmo. Per concludere prima di lasciarmi andare ad ulteriori divagazioni, diciamo che la mia ricerca è iniziata in maniera spontanea, ammirando ciò che di bello mi circonda.

Già…come darti torto? Hai incontrato moltissimi talenti, tutti in qualche modo, in misura diversa, tenaci nella loro capacità di perseguire un sogno e di realizzarlo. Che rapporto hai con i sogni? Li ricordi, li annoti, o li dimentichi?

Un rapporto strano. Ultimamente ho spostato l’attenzione dai sogni notturni a quelli diurni o comunque cerco di farli collimare. Ti dico questo perché la fase che precede il sonno mi piace trascorrerla cercando di fare un bilancio della giornata e allo stesso tempo di pensare a nuove cose che posso fare all’indomani. Questi elementi incidono sicuramente sul mio processo di sogno che però a fatica ricordo all’alba nella sua accezione più intangibile. Mentre ben presenti rimangono quegli incipit che mi ero dato prima di addormentarmi e ai quali cerco di dare un seguito, affiancandogli per quanto mi è possibile un’azione e una tempistica di realizzo.

Secondo Oscar Wilde “una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo fa vela.” Sei d’accordo?

In parte. Secondo me è quel termine utopia che nasconde in sé spesso motivo di rassegnazione e frasi del tipo “tanto non cambia nulla”. Per tornare alla domanda precedente, sostituirei utopia con sogno. Sembra un passaggio da poco invece è quello che fa la differenza. Il sogno, come lo intendo io, è un progetto di vita e se uno ci crede fortemente e fa ogni giorno qualcosa per realizzarlo ha già fatto qualcosa di positivo per cambiare in meglio sé stesso e forse anche il suo Paese. È facile indignarsi per ciò che non va. È molto più difficile invece rimboccarsi le maniche e lavorare per dare il meglio di sé. Le persone che piacciono a me sono queste. Sognatori concreti che con entusiasmo, gioia, determinazione e disciplina costruiscono, passo dopo passo, qualcosa di meraviglioso. Sai magari tanti di questi nemmeno realizzeranno completamente i loro sogni, ma potranno essere soddisfatti di averci provato, di avere dato seguito a un loro pensiero e poi comunque quando inizi un viaggio di questo tipo non puoi che crescere come individuo e collettività nel suo complesso.

Capisco il tuo punto di vista, e sono d’accordo, però credo che l’utopia abbia anche una valenza positiva non riferita al limite invalicabile della chimera, quanto di luogo ideale in cui dare spazio a una realtà immaginata anche se inesistente…un po’ come il ponte ologrammi in Star Trek…una evasione necessaria…

Che video (può essere un pezzo che illustra il tuo lavoro, un brano musicale, un lavoro di un artista che ti piace, il tema è libero) hai scelto per noi e perché?

Dovendone scegliere uno solo mi metti un po’ in difficoltà. Forse però ce n’è uno che racchiude un po’ tutte le caratteristiche che mi citi tu tra parentesi. Il video è questo:

illustra il mio lavoro perché è una sintesi per immagini in movimento di quanto accaduto la prima volta che ho presentato ad un pubblico Il mecenate d’anime; come colonna sonora c’è un brano che mi rappresenta musicalmente parlando, l’autore è Beirut e riprende un po’ quel genere pop-folk che a me piace; il video è stato realizzato da un artista al quale tengo particolarmente, lui si chiama Fabio Guzzano, ed oltre ad essere stato il “mio capo” la prima volta che mi sono affacciato al mondo lavorativo è un caro amico, lui è il direttore creativo di una dinamica web agency, ma soprattutto ha una sensibilità artistica notevole che riesce a fissare anche attraverso l’utilizzo della macchina da presa. Ci sono diversi progetti con lui, uno dei quali è proprio la trasposizione televisiva de Il mecenate d’anime. Prima di concludere Carla permettimi di ringraziare anche altre due persone. Una è Alfredo Montresor, è colui che immortala magistralmente attraverso la sua reflex il cammino de Il mecenate d’anime. È un talento fotografico, invito a visitare la sua pagina flickr http://www.flickr.com/photos/fred_vr . L’altro è Alessio Albano, un altro caro amico ed è colui che ha dato vita al sito de Il mecenate d’anime. Vedi sono contornato di amici!

Carla non aggiungo altro se non un grazie per avermi ospitato nel tuo salotto virtuale. Questo volta mi hai preso piacevolmente in contropiede, lo sai che preferisco intervistare che essere intervistato. A presto e un abbraccio. Andrea.

Grazie a te Andrea, direi che te la sei cavata benissimo, e complimenti per i progetti.

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Il prossimo appuntamento con le interviste possibili sarà mercoledì 25 settembre, STAY TUNED…

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2 pensieri su “Le interviste possibili: VII. Andrea Bettini

  1. Che bella persona Andrea!
    “È facile indignarsi per ciò che non va. È molto più difficile invece rimboccarsi le maniche e lavorare per dare il meglio di sé”.
    Il video rende l’idea di ciò che fa, i gusti musicali e scenografici, diciamo…(non mi viene la parola …).
    Venezia poi si presta in modo speciale a questo tipo di iniziative..

    Sono andata a spulciare l’album fotografico di Montresor e vi ho colto sensibilità e delicata raffinatezza…

    Grazie Carla
    buona giornata
    .marta

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    • Si, lo è davvero, ho avuto il piacere di assistere agli incontri de Il Mecenate delle Anime, ospitati regalmente da Alain Bullo, il direttore dell’Hotel Londra Palace, vicino a piazza San Marco, e l’entusiasmo delle persone intervistate è realmente contagioso, buona giornata anche a te 🙂

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