Missione possibile

Da quando ho aperto il blog, ho notato che è pratica comune copiare e incollare autori vari senza mai citare il nome del traduttore, l’autore invisibile che lavora alla traduzione di un testo e che non viene mai considerato in modo professionale. Ora capisco che per chi non è del mestiere, la pratica diffusa “giustifica” un’azione scorretta, lo fanno tutti, perché non dovrei farlo anch’io? I testi sono disponibili online, gratis per giunta, perché dovrei occuparmi di citare anche il traduttore? Per il semplice fatto che non potreste leggere quello che avete condiviso con ingordigia senza un traduttore, poliglotti esclusi.

In questi tre anni ho sempre messo a disposizione le mie traduzioni in italiano di scrittori di lingua inglese, perché credo nel valore della condivisione, mi piace studiare e continuerò a studiare sempre, è una mia regola di vita. Il fatto che il lavoro sia accessibile a tutti non ne autorizza però il furto, omettere il nome del traduttore è davvero inaccettabile. Ancora più grave è chi lo spaccia per suo, vi assicuro che è uno spettacolo squallido oltre a essere un reato. C’è chi cita versi di Shakespeare per far vedere che ha capito qualcosa della vita, appropriandosi di una traduzione non sua, e siccome non l’ha nemmeno pagata, ma l’ha trovata in rete, e questo è il punto ancora più triste, non la rispetta nemmeno, attinge a piene mani a informazioni che gli sono state regalate, e pensa anche di essere più furbo e ci tratta pure da autentici idioti. La mia ricerca continua e non si può certo fermare per colpa di questi casi che si commentano da sé, ma se devo trasformarmi in guardiana di traduzioni condivise e rubate, e andare ogni volta nel blog di Tizio, Caio e Sempronio per rivendicare un mio diritto, quando basterebbe nominare il vero traduttore – procedura che dovrebbe essere scontata e nemmeno essere richiesta – smetterò di pubblicarne altre, la comunicazione non può, né deve funzionare a senso unico, e mi auguro davvero che incidenti spiacevoli del genere non si ripetano più. Buon inizio settimana a tutti, per chi è interessato alle interviste possibili, vi anticipo già che il prossimo appuntamento è previsto per mercoledì 29 gennaio, avrò un ospite davvero speciale. La sigla di Cristina D’Avena, Occhi di Gatto, mi sembra più che adatta come nota finale…

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4 pensieri su “Missione possibile

  1. Hai perfettamente ragione non si da il giusto e meritato spazio al traduttore.

    Traduttore che non è assolutamente google, e non è nemmeno un semplice tecnico.
    Il lavoro di traduttore, penso, sia conoscere molto di più dell’apparenza della parola ma andare oltre. Andare al vero sentire del poeta, dell’insieme dello scritto. La parola, una parola dialettale difficilmente, non facilmente voglio dire, può essere tradotta in lingua italiana conservandone il senso…
    Ecco penso che la difficoltà sia proprio questa.

    Starò attenta, nel caso dovessi copiare una poesia in altra lingua che non sia l’italiano a riportane l’autore, se è citato.

    grazie
    buona giornata
    .marta

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  2. purtroppo il mondo del web (e non solo) è un mondo fatto di assenza di rispetto e di pirataggio che difficilmente si può controllare; sempre più spesso leggo di interi “furti” di testi parola per parola, qualcuno “furbescamente” addirittura li traduce alla bene e meglio da altre lingue. Il tuo problema poi si pone doppiamente per essere traduttrice. Io credo che difficilmente sia dato a questo ruolo il giusto valore, sempre più spesso anche nei libri cartacei, al traduttore è relagato un piccolo spazietto in gerenza, nel migliore dei casi, quando è una “star” è sotto al titolo.

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    • sì il mal comune mezzo gaudio non giustifica il furto…pazienza per gli ignoranti, è vero che ci sono pure quelli che traducono con google pensando di essere più furbi di tutti…e il risultato scadente è visibile a tutti…leggi gli articoli però e riconosci che le notizie sono state copiate e incollate male…ma la traduzione letteraria è appunto altra cosa, è un lavoro che non si improvvisa…ma chissà perché tutti si ritengono a torto traduttori un po’ come i poeti dell’ultima ora, nessuno legge poesia però il web pullula di pessimi poeti.

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