Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister (III parte)

So che non vedevate l’ora, ma ormai mi sono messa in quest’impresa goethiana e va terminata, per gli insofferenti al tema avverto che prevedo altre due puntate, quindi l’angustia continua ma se non altro mi distraggo da altre angustie …spero con qualche spunto degno di nota o elemento nuovo sulla simbologia degli iniziati, staremo a vedere.

Wilhelm è ancora alla ricerca di Nachodine, almeno così eravamo rimasti, invece riceve una lettera di Hersilie, che gli conferma che la donna sta bene, che dubita che Lenardo si metta il cuore in pace, e lo avverte che farà la conoscenza di due donne, una più giovane dell’altra. Per dargli una vaga idea di come potrebbe essere l’incontro gli invia un racconto, “L’uomo di Cinquant’anni”…l’uomo abita insieme alla sorella e alla giovane nipote di cui è segretamente innamorato. La sorella gli rivela che la figlia Hilarie è realmente innamorata di lui, ma il maggiore per quanto lusingato, si sente vecchio e inadeguato per una giovane sposa. Riceve la visita di un vecchio amico attore, gran seduttore, e rimane stupito dalla sua eleganza e dal fatto, che benché abbia dieci anni in più, sembri molto più giovane. L’amico gli confessa che ha un segreto, porta sempre con sé il suo servitore e un kit con prodotti prodigiosi e lo invita a seguire i suoi consigli. Il maggiore non vede l’ora di provare gli effetti su di sé e dopo qualche giorno, grazie all’assistenza del maggiordomo dell’amico, i risultati si vedono, comincia a sentirsi meno inadeguato, il sogno non è più una chimera. Il problema è che ora deve confessarlo al figlio, a cui aveva pensato di affidare Hilarie, con l’intento di mantenere il patrimonio famigliare intatto. Il figlio lo sorprende, gli confessa che per quanto Hilarie abbia un fascino innegabile, lui in realtà è innamorato di una giovane vedova, e la vuole sposare, invita il padre ad accompagnarlo per verificare di persona se l’unione è fattibile. Il maggiore, ormai ringalluzzito dalle cure prodigiose, appena vede la donna, dimentica Hilarie e il figlio, diventa affabile, ha occhi solo per lei. Uno spettacolo che non sfugge al figlio, geloso e allo stesso lusingato dal fatto che il padre, per quanto ambiguo negli atteggiamenti, approvi l’unione con la giovane vedova. Hersilie, da vera sadica, interrompe il racconto qui, con una nota finale: “per metterle una spina nel cuore…Lei mio buon amico, ne uscirà di certo ripetendosi tristemente anch’esse si presentano come Coloro che Rinunziano[1]! Ed in ciò ha perfettamente ragione; ma se appartenessero anche a Coloro che Attendono? Questo non lo potrei rivelare, pur sapendolo.” Segue copia mappa con indicato il luogo dove trovare le due donne, con una richiesta insolita: “desidererei che Lei di quando in quando facesse qualcosa di simile, e volgesse verso di noi il pezzettino pur scherzosamente ritagliato della carta geografica, verremmo a sapere in qualche modo indirizzare i nostri pensieri, e quanto lieti saremmo, se l’ago, almeno una volta, venisse attratto da noi.”[2]

Cari saluti, ed “ogni errore perdonato”. E qui già si insinuano abilmente possibili sensi di colpa.

P.S. Si prega di mostrare il foglietto al primo incontro.

Viene inoltre informato che l’asticciola della freccia sul foglietto è stata eseguita e ornata da Hilarie, mentre la punta affilata è merito della bella vedova – inezie per il maestro Sherlock di vitale importanza, ma questa è un’altra storia.

Arriva anche inaspettatamente la lamentela dell’autore stesso sulle difficoltà nel continuare a scrivere il libro. E le donne dove sono? Cosa fanno?

Hilarie e la bella vedova sono già sul Lago di Como e aspettano con ansia di incontrare Wilhelm e l’amico pittore. Il paesaggio lacustre, le gite in barca, la compagnia della musica rievocano il ricordo di Mignon sul Lago Maggiore. Wilhelm passeggia amabilmente con la vedova e il pittore si diverte a vedere dipingere Hilarie, affascinante e talentuosa.

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni,

nel denso fogliame…

L’idillio però dura poco, Wilhelm scopre che le donne sono partite all’alba con la richiesta esplicita di non essere più cercate. A malincuore il viaggio riprende verso la residenza di Coloro che Rinunziano, l’utopia pedagogica, ma il pensiero è altrove.

§


[1] P.S. di Hersilie, p. 117.

[2] Ibidem, p. 118.

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