Doctor Faustus: V parte

Al capitolo XXV dopo tante digressioni, arriva lo scoop, Serenus rivela il documento segreto stilato su fogli musicali dell’incontro tra il diavolo e Adrian. Non si conosce la data esatta, ma si presume che sia antecedente al periodo della sua vacanza in Italia insieme alla moglie Helene.

Adrian, colpito dal solito mal di testa, si ritira in camera, dorme tutto il giorno, si sveglia il tardo pomeriggio, beve di gusto un bicchiere di vino rosso, si fuma un sigaro e per rilassarsi si mette a leggere il commento di Kierkegaard al Don Giovanni di Mozart.

A un certo punto sente un freddo pazzesco, un’aria gelida entra nella stanza, ha i brividi, sgrana gli occhi e vede una figura seduta sul divano in penombra, non è Rüdiger.

“Chi è là?” – urla in italiano.

La voce risponde: “Parla pure in tedesco, è la mia lingua preferita.”

“In tedesco antico”, aggiunge, “e copriti, prendi cappotto, cappello e sciarpa.”

Adrian, invece di stupirsi della richiesta, gli chiede come mai gli dà del tu.

Il diavolo dice che è non è il caso di formalizzarsi, che sa benissimo che il tu è riservato al fedelissimo Serenus, mentre a Rüdiger continua a dare del lei. È un uomo piccolo, naso adunco, colorito cereo, capelli rossicci, vestito come un pappone – per l’epoca – camicia a righe, giacca a quadretti con le maniche corte da cui sbucano mani tozze, calzoni stretti, scarpe consumate, gialle.

Dice di essere profondamente tedesco ma cosmopolita, lo segue da tempo, gli descrive la sua scrivania nella cittadina universitaria con il ritratto della Malinconia di Dürer, il quadrato magico, la clessidra.

Cita una frase significativa “le azioni degli attivi avvengono nei passivi predisposti”, ammette di aver eliminato apposta i medici che lo avevano preso sotto cura, sostenendo che in fondo esiste un labile confine tra follia e malattia, il suo intervento servirà a levargli ogni scrupolo. Poi inizia a parlare di musica, e a questo punto si è trasformato in un altro personaggio, con tanto di occhialini rotondi, cravatta e camicia bianca, persino le mani sono più sottili. Non ha importanza che cosa pensano gli altri, “tu mi vedi, quindi per te sono. Vale la pena di chiedere se sono realmente?”[1]

Ha le idee chiarissime, “tu sarai guida…della tua follia si nutriranno gli altri.” E mentre pronuncia la sua profezia, ha cambiato nuovamente aspetto, è diventato un vecchio.

Ai piani bassi degli inferi hanno deciso che la sua vita sarà interamente dedicata alla musica e per lui ormai sarà impossibile un ritorno alla mediocrità salutare.

Adrian tenta di confutare le teorie del diavolo con una sua logica, “il peccato quando è talmente enorme, dubita persino della salvezza, e in quell’istante, è la via teologica della salute.”[2]

Ma il diavolo fa spallucce, ha cambiato di nuovo aspetto, gli comunica che il suo tempo è già segnato, è iniziato il conto alla rovescia, avrà altri 24 anni di vita, poi verranno a riprenderselo. Adrian ha ceduto alla tentazione di Esmeralda, da cui ha preso un morbo incurabile, e dovrà rinunciare ad amare per sempre. Il gelo nella sua vita lo costringerà a rifugiarsi nelle fiamme della sua produzione. Dopo questo annuncio catastrofico svanisce nel nulla, Adrian sente la voce di Rüdiger, di ritorno dalla sua passeggiata, e l’episodio rimane sepolto nella sua memoria.

Serenus sottolinea che il discorso del diavolo, per quanto inverosimile possa sembrare, è stato riportato nel libro alla lettera senza nessuna censura, cambia nuovamente scenario, torna al 1944, un accenno alla battaglia di Odessa, Lipsia è stata duramente colpita, talmente depresso dagli eventi storici che preferisce ricordare gli anni spesi in compagnia dell’amico, gli sembra di vivere di lui, di averlo accanto.

Dopo la pausa italiana, Adrian, non torna a Monaco, ma affitta a sorpresa una camera, lo studio dell’abate, in una fattoria in campagna gestita dai Schweigestill, che aveva visitato prima di andare in Italia. Il cane Kasperl appena lo vede si mette a ringhiare.

Una volta rientrato a casa, pieno di entusiasmo per la sua ultima fatica ispirata alla commedia di Shakespeare, contatta un copista, Griepenkerl, raccomandato dal maestro Kretzschmar, a cui affida di mettere in bella copia la partitura. Si mette a studiare William Blake, le poesie di Keats, l’ode all’usignolo e l’ode alla malinconia. Serenus, confessa di aver capito solo dopo, che in quei versi, a lui così cari, fosse già presente il tema della rinuncia alla voluttà annunciata dal diavolo. Legge e rilegge una poesia del tedesco Klopstack, “festa di primavera”, in cui il poeta dichiarava di astenersi “dal buttarsi nell’oceano di tutti i mondi e di voler librarsi solo intorno alla goccia sul secchio, intorno alla terra, di limitarsi ad adorare”.[3]

Comincia a interessarsi di viaggi negli abissi del mare, parla di astrofisica, di stelle, compone “Le Meraviglie dell’universo.”

Le prime visite che riceve nella sua residenza isolata sono da Jeanette Scheurl, e dal violinista, suo ammiratore irriducibile, Rudi Schwerdtfeger, mentre Serenus, si diletta a suonare la viola dell’amore, interpretando, a suo dire discretamente, musica antica.

 

TO BE CONTINUED…

§

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[1] Ibidem, p. 296.

[2] Ibidem, p. 301.

[3] Ibidem, p. 325.

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