Al cuore umano!

Avere una filosofia significa sapere come amare e sapere a chi offrire questo amore, e se lo dispensi a tutti devi fare il prete che dice sì figliolo o sì figliola o Dio ti benedica. Ma la gente non vive in questo modo, si vive con la rabbia, l’ostilità, i problemi, con i pochi soldi; insomma delusioni terribili nel corso di una vita. Quindi quello di cui la gente ha bisogno sono dei principi, credo che ciò di cui tutti hanno bisogno si riassume in questo modo di dire: dove e come io posso amare posso essere innamorato, così io posso vivere in pace. Ed è per questo motivo che ho bisogno di personaggi per analizzare veramente l’amore, discuterlo, distruggerlo, annientarlo, ho bisogno che i protagonisti si facciano male l’un l’altro, che facciano tutto questo in quella guerra, in quella polemica di parole ed immagini che è la vita. Tutto il resto non mi riguarda veramente, può interessare ad altri ma io lo so, ho una idea fissa, tutto ciò che mi interessa è l’amore.

John Cassavetes, Un secolo di cinema – Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese

P.S. il video è stato rimosso, tanto per cambiare (sono seguitissima) ma il messaggio è arrivato. Per chi non l’avesse visto, ecco il trailer:

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11 pensieri su “Al cuore umano!

  1. a me ha dato più l’impressione di incomunicabilità, di incapacità di “vedere” l’altro.
    e di sofferenza di chi si sente respinto ma non capisce che è il proprio egocentrismo a provocare la conseguente, giusta avversione.
    nella mia lunga vita ho avuto modo d’imparare che certe persone vanno allontanate se ci procurano disagio, e che è bene conoscere fin dove possiamo arrivare con la nostra comprensione.
    ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di riflettere .
    un abbraccio
    cri

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    • Ciao Cri,
      sicuramente NON si può stare insieme a una persona che si disprezza, perché finirà per disprezzare anche te, questo è un caso evidente, ma quando un uomo alza le mani va allontanato per sempre, anche se poi si china ai tuoi piedi e ti chiede scusa.
      L’ho condiviso proprio perché mi ha fatto ricordare certe relazioni moleste, di chi usa la propria sensibilità per manipolare gli altri, ti esalta, ma se avverte che non ti può far fare quello che pretende con una arroganza inaudita, da dea improvvisamente diventi una nullità…molti insistono, perché sono abituati a farlo, non gliene frega nulla di dare fastidio, non si pongono nessun limite, anzi…insomma la strada verso la consapevolezza passa a volte anche attraverso scelte dolorose, un abbraccio anche a te 🙂

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  2. Ho visto il filmato e sinceramente mi ha un po’ spiazzato per la piega che prende il finale!

    Resta di fatto, che “L’amor che move il sole e l’altre stelle” rimane il centro di tutte le nostre azioni, un centro che peró sta sfuggendo di mano a molti, disperdendo le vere emozioni. E così la normalità di chi è più sensibile o solo più attento e premuroso viene scambiata per eccezionalità!
    Intanto noi, ‘beviamo alla felicità’

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    • Ciao Lois,
      il finale non è che la conseguenza della tensione del pranzo, di chi prima ti esalta e poi ti trascina nel fango, perché avverte già il rifiuto, soprattutto la gentilezza viene scambiata spesso per debolezza, un gesto di empatia che va a finire a schifio. Qui Zelmo è tragico e patetico allo stesso tempo, e per quanto sgradevole e spiacevole, lo sfogo serve come presa di coscienza per entrambi. Una leggerezza – uscire con qualcuno con poca convinzione e forse anche per bisogno di compagnia – pagata a caro prezzo… certo che brindiamo alla felicità!

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  3. PER LA PRIMA VOLTA, i 3 articoli abbinati a caso da wordpress e non da me a questo post sono realmente attinenti al tema. Segno che il cambio è già in atto.

    Cassavetes mi è sempre piaciuto, proprio per questa sua attenzione alla commedia umana che spesso è tragedia, sconfitta ma anche e soprattutto rinascita.

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