POSH = Port Out, Starboard Home*

A Novembre l’atmosfera è un po’ da “alexander platz auf wiedersehen c’era la neeeeeeve”, ecco la neve non è arrivata, il buio pesto alle cinque sì, e guardando il canale, proprio concentrandosi molto, si può sentire l’eco di Lorelei, la sirena di fiume, figura minore rispetto alle sirene inquiete degli abissi, ma più adatta al clima umido di queste campagne urbane che non sono né acqua né pesce…Lorelei si pettina i capelli dorati nei versi sublimi in rima del tedesco romantico Heinrich Heine, e i naviganti naufragano in curve pericolose, “il canto è potente come una malia” e allora io mi ascolto tutt’altra melodia, un pezzo dei Khruangbin, thai-funk texano, ed è subito giorno.

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* Non è solo Posh Spice, che vuol dire “elegante”, ma è un riferimento preciso a quale cabina scegliere in viaggio verso l’India, all’andata sul lato sinistro della nave, al ritorno sul destro (tribordo).

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2 pensieri su “POSH = Port Out, Starboard Home*

  1. Sono Alberto Giorgio Cassani, l’autore delle Barcellone perdute di Pepe Carvalho. Volevo ringraziarla per la splendida sintesi del mio libro.

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