Otto o nove pinte?

Così inizia Il Mistico di Dublino, un racconto in crescendo di Séamas Mac Annaidh, autore irlandese in lingua gaelica. Nato a Dublino (1961) e cresciuto a Enniskillen, nell’Irlanda del Nord, contea Fermanagh, per qualche sceriffo in ascolto.

I suoi primi romanzi formano una trilogia, Il Vortice del mio merlo giallo del 1983 è stato tradotto in russo nel 1989, nel 1986 I miei due Mickies, a seguire nel 1990, I Detriti dei Mickies. Ha a sua volta tradotto Un anello di Fumo di Andrea Camilleri in gaelico con il titolo Colun Deataigh (Coiscéim, 1998).

L’arpa celtica continua a suonare..ultimamente anche in basco, e il mistero si infittisce.

Pubblicato in Italia dalle Edizioni Biblioteca del Vascello*, con l’introduzione elegante di Danilo Manera, ventitré anni fa, agli albori dell’era dell’acquario, manciate di secondi rispetto a una tradizione che si tramanda da quindici secoli.

Si parte dalla routine, un giro di pinte al pub, e si vola alto, su un autobus. Co-protagonista la memoria ancestrale della volpe.

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* Curiosità: le traduzioni dei due racconti contenuti nella pubblicazione sono dall’inglese, e non dall’originale in gaelico. L’autore ha ritradotto i testi in inglese. Le traduzioni in italiano sono di Mariapaola Déttore, Bianca Saglietto e Maria Nadotti.

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