Independence Day: 4 luglio

I barbecue all’aperto contrastano con la faccia triste di Tom Cruise nel film di Oliver Stone, quel fantasma di un dolore che si vorrebbe dimenticare e che ti insegue mentre stai ingoiando i mali del mondo addentando un doppio cheeseburger con patate fritte.

Obama è invecchiato in modo impressionante, Michelle è radiosa come non mai. In Grecia siamo alla vigilia del referendum-resa, un oxi piegato alle logiche di un sistema bancario programmato male che probabilmente si trasformerà in un tragico sì, come quando viene il torcicollo, si dice sì ma si vorrebbe dire no.

E così mentre l’America festeggia a modo suo la sua remota indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1776, isola che vive in un loop temporale tutto suo, al di sopra di ogni sospetto, noi restiamo il Continente, una cozzaglia di stati che si chiamano Europa che hanno un unico punto in comune: non siamo d’accordo su nulla. Chi ci rappresenta si riunisce in assemblee incrinanti dove discute per ore parlandosi sopra e alla fine ritorna a casa con in tasca la promessa di un’altra assemblea a data da destinarsi, visto il comma bis dell’articolo x della legge H8bis, si veda legislazione del 1979 secondo il comma 2 punto che andrebbe riveduto.

Dall’altra parte del mare arrivano ondate di migranti che tentano una nuova vita, rischiando la propria. Molte volte va male, altre si tocca terra e inizia un’altra vita di problemi. Litighiamo persino per la spartizione dei migranti: un tot. all’Italia, un tot. alla Francia che non li vuole, l’Inghilterra non se ne parla nemmeno, full, la Germania ha già tutto organizzato fino al 2072, la Polonia lo esclude nella maniera più totale, la Spagna vorrebbe ma non può.

Siamo riusciti a creare una nuova posizione sociale, badante. Una semi-libertà vigilata a casa di un estraneo. Mezza giornata libera e la domenica nel parco con le altre amiche badanti a sfogarsi nella loro madrelingua. Nel frattempo centinaia di cinesi stipati in magazzini segreti confezionano borse e scarpe, ventiquattr’ore su ventiquattro.

“Bisogna innovare, bisogna innovare”, ti ripetono i fanatici delle start-up, i facilitatori di impresa. Tutto sembra facile, hai un’idea, la sviluppi, fai rete, se vuoi te la fai finanziare con il crowdfunding. E tu ti senti un coglione codardo che sta sprecando risorse indicibili mentre potresti far fiorire commerci nelle galassie là fuori, ti fai subito contaminare dall’euforia di un esploratore che ha scoperto una nuova miniera di pepite nel Klondike. Bisogna essere mobili, veloci, connessi a un mondo che cambia, aprirsi, aprirsi e aprirsi.

Apri una pagina web che avresti voluto chiamare Klondike.net e ti eri pure fatto il viaggio della rete che ricalca net in inglese, ma appena digiti il nome, scopri come una doccia gelata che Klondike è già stata assegnata. Dopo lo sconforto iniziale, non molli, tenti di ingannare il robot del servizio clienti con scarsi risultati. Al terzo tentativo ti cancellano nome e e-mail in un colpo solo, e che non ti venga in mente di ritentare.

Alla fine di accontenti di un laconico Klond, che fa schifo, direi che peggio di te c’è solo Klout, il misuratore di influenza sul web.

Il primo seguace è l’orso di Yellowstone, un tipo con un avatar dentone con un ciuffo giallo che vende spine subacquee per sommergibili.

Un inizio dai, da cosa nasce cosa..

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