Elevazioni IV – coup de théâtre

Nella vita si incontra un po’ di tutto, a volte più maschere che volti, tutto materiale che può tornare utile per qualche racconto, della serie non si butta via nulla.

La calunnia rientra tra le attività più spregevoli, la maldicenza consapevolmente falsa che ti trascina in territori che non avevi nessuna intenzione di valicare. Il gusto di far del male, così per sport.

C’è un quadro piuttosto interessante a riguardo, opera di Botticelli (1496), ispirato a un episodio raccontato da Luciano di Samosata, La Calunnia, dipinto da Apelle, andato perso ma consigliato vivamente dall’Alberti. Eccolo qui, cortesia di Wiki, visitabile alle Gallerie degli Uffizi di Firenze.

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In ordine di apparizione da destra a sinistra:

re Mida nella parte del cattivo giudice (si riconosce per le orecchie d’asino) seduto su un trono, consigliato da Ignoranza e Sospetto, davanti a lui Livore (l’uomo con il cappuccio nero), che tiene per il braccio Calunnia, la donna bionda con la veste azzurra che si fa acconciare i capelli da Insidia e Frode, con una mano tiene per i capelli il calunniato buttato a terra come uno straccio, e con l’altra una fiaccola spenta che non fa nessuna luce. La vecchia in nero è Rimorso, mentre l’ultima figura a indicare il cielo è Nuda Veritas.

Esemplare.

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