Dentro il quadro: #Effie, #JohnEverettMillais e #JohnRuskin

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Effie Gray (1828-1897), nobildonna scozzese, sposata al critico d’arte John Ruskin (1819-1900) è qui ritratta nella parte della moglie devota in un quadro di John Everett Millais (1829-1896) – L’ordine di scarcerazione, olio su tela, Londra 1852-53.

All’epoca Effie era infelicemente legata a John Ruskin, più interessato all’arte e alla storia delle rovine che all’amore coniugale. Nel quadro Effie posa come la moglie di un ribelle giacobita, episodio inventato dal pittore stesso che lo fa risalire al 1746, probabilmente ispirato dai romanzi di Walter Scott, ha i capelli più scuri, sullo sfondo una prigione, in basso a destra le primule gialle appassite a terra, lo sguardo triste e rassegnato che allude forse al sacrificio della donna scalza che ha dovuto sottostare al ricatto sessuale della guardia per salvare la vita al marito ferito e ottenere l’ordine di scarcerazione. Il quadro ebbe un successo talmente grande che quando venne esposto alla Royal Academy fu necessario mettere un poliziotto per spostare la folla.

Giorno dopo giorno John Everett Millais, il protégé di John Ruskin, mentre studia il soggetto da ritrarre, consulta persino un esperto di tartan per dipingere il kilt del soldato scozzese, utilizzando quello del clan Gordon, stabilisce un rapporto privilegiato con chi diventerà la sua futura moglie. E negli occhi coglie quella tristezza di una giovinezza spenta, confinata in un matrimonio senza speranza, mai consumato, respinta dal marito già dalla prima notte di nozze. Secondo il critico bella ma non al punto di suscitare in lui nessuna passione, poco attratto dal suo corpo di donna, ormai non più bambina. John quando era piccola le aveva dedicato un racconto, Il Re del Fiume d’oro.

Durante un viaggio in Scozia in cui il pittore segue il critico per fargli una serie di ritratti, succede l’inevitabile, Euphemia si innamora del giovane Millais e decide di lasciare il marito. John Ruskin è immerso nella scrittura del secondo volume de Le Pietre di Venezia. Al ritorno, niente è più come prima, restituisce in una lettera la fede e chiede l’annullamento del matrimonio, si deve sottoporre a un’umiliante visita medica che dimostra la sua verginità. John Everett Millais aspetta con calma che si svolga tutto l’iter burocratico, ma non cade nella trappola ricattatoria del suo mecenate, non seduce Effie e lascia che gli eventi abbiano il loro corso. Il caso si chiude con l’ammissione pubblica dell’impotenza di John Ruskin.

Nel 1855 Effie Gray ex Lady Ruskin sposa John Everett Millais, aprendosi a una nuova vita, consigliera del marito pittore e musa di molti suoi quadri. John Ruskin continuerà a dedicare tutto il suo tempo all’arte e ai suoi scritti:

Se qualcuno abbastanza abile nel leggere i manoscritti stracciati dalla mente, volesse avere una più intima conoscenza di me, può trarla sapendo verso quali personaggi della vita passata avverto maggiore trasporto. Farò tre nomi. Per tutto ciò che c’è di più intenso e profondo in me, di ciò che mi pone all’unisono con il lavoro che faccio, che mi dà le luci e le ombre che sono nel mio essere, mi sento attratto da Guido Guinicelli. Per quanto concerne il mio temperamento naturale e consueto, per i miei pensieri sulle cose e sulla gente, da Marmotel. Per quanto concerne il mio temperamento più acceso e occasionale, dal decano Swift. (1)

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(1) Le Pietre di Venezia, John Ruskin, ed. Bur, luglio 2000, p. 44, estratto da John Ruskin, Sesamo e Gigli, 1871.

 

 

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3 pensieri su “Dentro il quadro: #Effie, #JohnEverettMillais e #JohnRuskin

  1. Grazie a te. Dai quadri si impara sempre qualcosa, certo non e’ facile separare l’artista dalla sua vita, e Ruskin ha avuto un peso notevole, ma ci sono dei lati nascosti che vale la pena esplorare, c’e’ chi ha avanzato l’ipotesi che dietro quel ribelle ferito si celasse lo stesso Millais, che poi abbandonera’ il gruppo dei preraffaelliti e iniziera’ un suo percorso artistico diverso, e’ un quadro che segna un prima e un dopo..

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  2. Un episodio amche non conoscevo questo di Ruskin. Ho sempre perlopiù letto i suoi scritti e poco i brani della sua vita; a quanto pare molto pittoresca visto il suo temperamento tronfio (ricordo la diatriba processuale con il pittore Whistler!).
    Bello il dipinto ma a conoscerne la storia il fascino accresce! Grazie per averla condivisa.

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