Dodicesima notte o quel che volete

Anche l’ultimo brandello di festa è agli sgoccioli, certi argomenti mi hanno talmente stufato che non ho nemmeno voglia di discuterne.

In attesa del mitico pignarûl, che qui sulla Riviera del Brenta sarà fra una settimana, ho avuto la brillante idea di leggere Il Doge di Palazzeschi (prima edizione del 1967, poi ripubblicato da SE edizioni). Partire da Ongaro non è stata la mossa migliore, sempre Venezia sullo sfondo, questa volta un divertissement, che ogni volta che lo scrivono, già uno dovrebbe sapere che il bidone è imminente, la comicità che io non ho colto si trascina per 187 pagine, in un italiano arcaicizzante pieno di annunzi vari. Decisamente not my cup of tea. Il Doge cosa ci deve dire? Tutto e niente. Un’attesa spasmodica che dura tre giorni in una Venezia “contemporanea” uguale a se stessa nei secoli dei secoli, e quando appare, non ci sono testimoni, la folla se n’è andata, i turisti si sono portati via le loro valigie e in Piazza c’è qualche piccione distratto. C’è ovviamente un colpo di scena minimo, per chi ama le tempeste in un bicchiere…

Sironi.jpg
©Sironi La Bella del Sestiere, Donna con fiore

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