Venezia #10: San Marco reloaded

Passando davanti al Ponte dei sospiri, che collega Palazzo Ducale all’edificio che un tempo ospitava le prigioni, il pensiero va immediatamente al coraggio di Casanova, che calandosi con una fune dal tetto di un abbaino riuscì a evadere dai Piombi scappando in gondola. Una missione che sarebbe stata quasi impossibile senza l’aiuto decisivo di qualche guardiano corrotto, ma del resto lui stesso sosteneva che: “nelle grandi imprese ci sono sempre dei particolari decisivi, che, se si vuole riuscire, si devono curare di persona.” A quanto pare non un problema per un seduttore come lui che, una volta salvo, decise di … Continua a leggere Venezia #10: San Marco reloaded

Venezia #9: Venezia riflessa

Cammino lungo il canale animato da case galleggianti, sono a Little Venice, la piccola Venezia, un quartiere di Londra a pochi passi da Maida Vale, zona residenziale nella West End immortalata al cinema dal grande Hitchcock in Dial M for Murder, tradotto in italiano con un titolo diverso, Il Delitto perfetto, perdendo totalmente il riferimento ormai storico al telefono con le lettere e l’evidente gioco di parole. I Charrington gardens citati nel film non esistono in realtà, ma se si seguono alla lettera le indicazioni date per raggiungere la casa in cui viene aggredita Mrs Margot Mary Wendice, interpretata da … Continua a leggere Venezia #9: Venezia riflessa

Venezia #8: San Marco notturno

Grazie a una traduzione di qualche anno fa ho scoperto che i quattro cavalli in bronzo dorato sulla facciata della Basilica di San Marco furono un dono fatto a Nerone da Tiridate I, re di Armenia e che poi per varie vicissitudini approdarono qui a Venezia. Per strane associazioni della mente è inevitabile che ogni volta che attraverso Piazza San Marco pensi ai mercanti armeni che lungo Ruga Giuffa commerciavano in pietre preziose, vedo i cavalli e li collego a mucchi di monete d’oro e diamanti che non ho, mentre l’orchestrina del caffè Florian intona melodie rétro a una manciata … Continua a leggere Venezia #8: San Marco notturno

Venezia #7: Sant’Erasmo

I te ciava to mama e to popà No i fa mia posta, ma i te ciava Luigi Meneghello che traduce in veneto Philip Larkin[1]     Si arriva all’isola verde di solito per andare a mangiare fuori con la scusa di fare una gita fuori porta, e bisogna proprio volerlo, i vaporetti non passano frequentemente, ma nelle giornate di primavera, riscaldate da un sole tiepido, il viaggio in laguna è piacevole. Certo se si pensa al martirio di Sant’Erasmo ritratto in un celebre quadro di Nicolas Poussin, in cui due soldati romani gli strappano gli intestini, banchettare sembra quasi … Continua a leggere Venezia #7: Sant’Erasmo

Venezia #6: San Polo

Mio blu – dice – Mio blu. Lo sono. E anche più del cielo. Ovunque tu sia Io ti circondo.   Yannis Ritsos     Una volta scesa dall’autobus a Piazzale Roma, procedo spedita verso i Frari, con una furia sospetta, come se avessi un affare urgente da sbrigare, invece voglio solo distanziarmi dagli studenti in gita scolastica, qualche gomitata arriva comunque, hanno sempre degli zaini troppo ingombranti, poi taglio per calle Morosin, mi infilo nella pancia di una strettoia scorciatoia che sbuca vicino all’ultimo ponte che porta a campo San Polo, controllo se esiste ancora il negozio che ha … Continua a leggere Venezia #6: San Polo

Venezia #5: Castello

Il tempo non è moneta, ma è quasi tutto il resto.   Ezra Pound   Dopo una lunga camminata verso via Garibaldi, mi siedo per una meritata pausa, il bar sembra più una trattoria, mi serve una cameriera cinese, caffè ottimo, guardo lo scontrino e il nome fa tenerezza: cin-cin. E cin cin sia, seppure con un’acqua minerale e un caffè. La Biennale è finita da un pezzo, un luogo che prende vita solo pochi mesi all’anno, e poi rimane silente, padiglioni abbandonati in mezzo a giardini incolti, architetture fantasma. La strada è un via vai di veneziani con le … Continua a leggere Venezia #5: Castello

Venezia #4: Santa Croce

Da secoli tentano di convincerci che la terra sia una valle di lacrime. Ma io mi ribello a tutto questo, e credo che l’erotismo, come la rivolta, sia tra i mezzi eccellenti, adatti a condurci a questa smisurata gioia.   Paul Wühr     San Giacomo dell’Orio ha un’aria esotica, godereccia con tutti i ristoranti che ci sono intorno alla zona, con degli alberi però un po’ spettrali, sempre più curvati, persino le case che si affacciano sul campo sono insolite, dipinte di rosso veneziano ormai stinto, anche se tutt’altro che scolorita è la storia di Lorenzo Lotto, il pittore … Continua a leggere Venezia #4: Santa Croce

Venezia #3: Giudecca

“E se’ or sotto l’emisferio giunto che contraposto a quel che ha la gran secca coverchia, e sotto il cui colmo consunto fu l’uomo che nacque e visse sanza pecca; tu hai i piedi in su piccola spera, che l’altra faccia fa de la Giudecca.”   Dante, Inferno, XXXIV, vv. 112-117   Una striscia di isola ricca di storie sorprendenti, con una fermata di vaporetto dal nome poco invitante, Zitelle, ma che introduce subito la chiesa omonima, attribuita erroneamente al Palladio, un edificio un tempo gestito dai Gesuiti, dove veniva data assistenza alle ragazze povere, senza dote, che spesso finivano … Continua a leggere Venezia #3: Giudecca

Venezia #2: Strada Nuova

La moda di amare Racine passerà come quella del caffè   Ora sappiamo invece quanto Voltaire avesse torto.   Nelle mie peregrinazioni capito raramente vicino a Strada Nuova, preferisco fare il periplo di Venezia passando per l’Accademia e poi dritta verso Rialto, tornando indietro per San Polo, cerco sempre di fare un tragitto diverso dall’andata, semplicemente per non annoiarmi. Strada Nuova è uno strano mélange, fiumi di persone che invadono ogni giorno la città una volta scese alla Stazione di Santa Lucia, non a caso la santa protettrice della vista. I turisti, li riconosci subito, li vedi confusi che vagano … Continua a leggere Venezia #2: Strada Nuova

Venezia #1: La Punta della Dogana

Guardando la laguna, lasciandosi la città alle spalle, La Punta della Dogana significativamente si trova al vertice di un triangolo di isola che divide i due principali canali di Venezia, a destra il Canale della Giudecca, a sinistra il Canal Grande. L’edificio è sormontato da una torretta con due Atlanti che reggono una sfera d’oro con un’esile statua, la Fortuna girevole con un segnavento. Passeggiando lungo le Zattere, se si percorre la Fondamenta fino in fondo, la strada finisce qui, ora con due attrazioni in più: il museo di arte contemporanea progettato da Tadao Ando, e la tanto vituperata statua … Continua a leggere Venezia #1: La Punta della Dogana