Discoinferno

Non so se sia l’ennesima fandonia spacciata per verità ma Bill Gates vorrebbe oscurare il sole per combattere il riscaldamento globale, in qualche remoto laboratorio stanno clonando i mammut e online e offline si discute sulla validità dei vaccini, su cui non ho nulla da aggiungere. Divisi per colori, per fasce d’età, per fattori di rischio, siamo chiusi in casa con i nostri vecchi da più di un anno. Ogni giorno mi ritrovo a rincuorare un gruppo di colleghe di lavoro sul nostro futuro incerto. Ieri grazie a un veterano della disco, nel mio canale su Facebook sono risbucate in … Continua a leggere Discoinferno

La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

La stampa di questo quadro di Van Gogh (1890) è stata per anni appesa nel corridoio della mia vecchia casa di Udine. All’epoca mi limitavo a fissare il riflesso sul vetro, mentre tentavo di chiudere la porta che tagliava il corridoio in due, facendo attenzione al filo del telefono, che poi si arricciava in spire contorte che bisognava rigirare nel senso inverso per rimettere la cornetta apposto. Non che avessi quali segreti da nascondere, solo pudore. Quel quadro invece ha un cielo che già dice tutto. In mezzo a un campo, c’è una chiesa deformata, davanti una figura che ci … Continua a leggere La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

Koyaanisqatsi – Unbalanced life

A chi ricorda il film Dopo dieci anni di blog (ad agosto) entro di peso nella fase di bilancio in cui posso bellamente dire la mia. In questi mesi di isolamento forzato, la parola #tempi è stata declinata ad libitum, #tempisospesi, #tempiincerti, #tempidelCovid, #tempidellaquarantena…e mai come in questo periodo il tempo scorre ad una velocità che non conosco, con un futuro da ricostruire pezzo per pezzo. Ogni giorno mi chiedono: e il lavoro, e Venezia? La risposta non arriverà immediata. Per quanto riguarda invece la scrittura, con il senno di poi, presterò più attenzione a chi prestare attenzione. Così tutto … Continua a leggere Koyaanisqatsi – Unbalanced life

La Lista delle Liste #1

Gli anni verdi Visto che la quarantena continua fino a data da destinarsi – 47esimo giorno – oggi grandi celebrazioni intorno al LIBRO, il 23 Aprile è la #giornatamondialedellibro. «Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.» Il primo documento in italiano volgare risale al 963 d.C. . L’invenzione del Tascabile si deve a quel genio di Aldo Manuzio, amico di Pico della Mirandola, precettore del Signore di Carpi, che intorno ai quarant’anni si stabilisce a Venezia. Qui frequenta la tipografia di Nicola Jensen, che viene acquistata da Andrea Torresani che … Continua a leggere La Lista delle Liste #1

Oltre le fatiche

Fatica d’amore, tristezza tu chiami una vita che dentro, profonda, ha nomi di cieli e giardini. E fosse mia carne che dono di male trasforma. Salvatore Quasimodo Che Eracle fosse un temerario si capisce già dall’inizio nel mito, quando nella culla strangola due serpenti mandati da Era – questa volta Zeus era stato più astuto del solito, quando aveva capito che non avrebbe potuto sedurre Alcmena sotto altre sembianze, aveva direttamente preso l’aspetto del marito Anfitrione, scatenando per l’ennesima volta l’ira di Era. Con il crescere degli anni, la forza di Eracle aumenta, non riuscendo a impararare a suonare la … Continua a leggere Oltre le fatiche

L’Arcano del Rinoceronte di San Marco

Io non trovo affatto assurdo il mio teatro Eugène Ionesco   Il rinoceronte se ne sta racchiuso dentro un medaglione tra la cappella dei Mascoli e la cappella di San Isidoro, dietro la bestia, un albero che dovrebbe rappresentare la Selva e indirettamente richiama la bandiera della Selva – una delle contrade di Siena – e forse un altro modello tipografico del fiammingo Jacobus Typotius del 1601… Hermann Walter tenta di ricostruire una possibile storia sull’iconografia del rinoceronte, presente nel pavimento della Basilica di San Marco, che in questi giorni è purtroppo funestata dall’acqua alta. La raffigurazione dell’animale dovrebbe essere … Continua a leggere L’Arcano del Rinoceronte di San Marco

Per chi suona la campana

Non ricordavo che il libro di Ernest Hemingway si aprisse con una citazione del poeta metafisico John Donne (1573-1651) che riporto qui così la leggete anche voi, nella traduzione antica di Maria Napolitano Martone: Nessun uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra. Se una Zolla viene portata dall’onda del Mare, l’Europa ne viene diminuita, come se un Promontorio fosse stato al suo posto, o una Magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere … Continua a leggere Per chi suona la campana

A parte…

Pensavano di averci seppellito. Ma non sapevano che eravamo semi. Proverbio messicano (Grazie Ahau Ox) Da un po’ di tempo ho lasciato correre molte cose, impegni di lavoro mi hanno portato a stare più fuori tra la gente – a Venezia non mancano le occasioni – e quindi l’assenza dal blog è stata inevitabile. Purtroppo la mania dei selfie ha preso il sopravvento in modo incontrollabile anche qui, a ogni ponte si rischia un occhio per quel maledetto gadget del bastoncino venduto da chi aveva intuito che l’ossessione di scattarsi foto si sarebbe diffusa a macchia d’olio. In vaporetto c’è … Continua a leggere A parte…

Ai confini della realtà #2

Dal primo sms di venticinque anni fa – ora in disuso se non per qualche avviso burocratico – con la scritta “Buon Natale” si è scatenato l’inferno. Non si sa chi abbia lanciato la moda di scrivere un aforisma al giorno per levarsi il medico di torno, le citazioni dei filosofi sono ormai come il total black, stanno bene su tutto. Le cose si complicano quando al testo aggiungi le icone. Parola per azione, se poi seguiranno fatti non c’è certezza. Lo slang invece invecchia come gli pare, figurarsi se ci inoltriamo in terre aliene, come mi ricorda Alieno de … Continua a leggere Ai confini della realtà #2

Ai confini della Realtà #1

Il tempo passa senza chiedere scusa. Jirō Taniguchi Il film di fantascienza degli anni ’60 ispirato alla macchina del tempo ha l’aria di un aggeggio malandato, si manovra manualmente con delle manopole impensabili oggi, in un presente ormai trapassato e un futuro già vissuto, con voci di guerra che sappiamo vere, eserciti in marcia, figure che si muovono velocissime nello spazio, teneramente obsoleto rispetto alla prodigiosa invenzione vittoriana di H. G. Wells. A rileggere la vita del padre della fantascienza, costretto a quattordici anni a lavorare in un negozio di tessuti per aiutare la famiglia, e solamente dopo un lungo … Continua a leggere Ai confini della Realtà #1