Ai confini della Realtà #1

Il tempo passa senza chiedere scusa. Jirō Taniguchi Il film di fantascienza degli anni ’60 ispirato alla macchina del tempo ha l’aria di un aggeggio malandato, si manovra manualmente con delle manopole impensabili oggi, in un presente ormai trapassato e un futuro già vissuto, con voci di guerra che sappiamo vere, eserciti in marcia, figure che si muovono velocissime nello spazio, teneramente obsoleto rispetto alla prodigiosa invenzione vittoriana di H. G. Wells. A rileggere la vita del padre della fantascienza, costretto a quattordici anni a lavorare in un negozio di tessuti per aiutare la famiglia, e solamente dopo un lungo … Continua a leggere Ai confini della Realtà #1

Dickens returns: 3. Buone Feste

-12 giorni al Natale, domani è pure Santa Lucia, protettrice della vista, invocata anche da Dante in vari passi della Divina Commedia – Lucia, nimica di ciascun crudele, si mosse…– un 2016 che ha riservato finora parecchie incognite, la Brexit in Gran Bretagna, un presidente come Trump, punti di non ritorno, c’è bisogno di aggiungere altro sull’attuale situazione politica italiana? Io come ogni anno approfitterò della pausa forzata di Natale per ricaricare le pile, grazie per la compagnia insieme a Gustave Flaubert, John Coltrane, Michael Benson, il pianeta Nibiru, Mobius Trip, Giambattista Vico, Flora, San Giorgio degli Schiavoni, Vittore Carpaccio, Le Suffragette, … Continua a leggere Dickens returns: 3. Buone Feste

Rock and roll robot

C’è poco da fare, i robot saranno nostri rivali, costano meno e sono in grado di svolgere tutte le mansioni umane, se non tutte, la maggior parte, che lo si voglia o no; è bene attivarsi per inventarsi un nuovo lavoro. Ora nei film di fantascienza ci hanno già avvertito da tempo, i presagi non erano per nulla buoni, quasi tutti dopo un breve periodo di perfetto funzionamento impazzivano ribellandosi alla loro condizione di efficiente macchine da lavoro o si umanizzavano prendendo però i lati più tirannici dei rivali umanoidi, delle autentiche macchine da guerra. C’è sempre qualche entusiasta che vede droni come manne … Continua a leggere Rock and roll robot

Dai tempo al tempo II

Dopo la battaglia, bisogna ritornare ai costumi abituali. Nuvola D’Oro Dato una breve occhiata ai link che cliccate ogni giorno passando da qui, altro che mutamenti: Homepage, Tempo Divoratore Spunta gli artigli al leone, Spinoza riflesso in versi, Ezra Pound – m’amour m’amour cos’è che amo e dove sei? – Scaffolding di Seamus Heaney, Gli Anni di Pellegrinaggio di Wilhelm Meister, Keats e l’umore nero, Vittore Carpaccio, un sonetto portoghese di Elizabeth Barrett Browning, Icaro, Brueghel & Auden.. So che qualcuno avrebbe gradito una recensione del carteggio inedito Maffei-Zanella, un tomo che avrebbe meritato più attenzione, e invece mi sono messa a leggere … Continua a leggere Dai tempo al tempo II

Pink Moon

Restiamo in tema, ieri me la sono persa però mi è tornata in mente la mitica “pink moon” di Nick Drake, cantautore inglese, fratello di Gabriella Drake, ossia Gay Ellis, leggendaria interprete di Ufo, tenente della base lunare, il capo del trio in tuta metallica d’argento aderente e capelli viola, divisa pratica del biennio 1969-1970. La serie televisiva di fantascienza era ambientata negli anni ’80 e gli alieni erano già tra noi trent’anni fa secondo la ricostruzione di Gerry & Sylvia Anderson. La storia è sempre la stessa, gli alieni atterrano sul pianeta Terra perché il loro si sta auto-distruggendo, ci spiano e cercano … Continua a leggere Pink Moon

Montaigne e la sua gattina

Poesia di Herman Melville, [titolo originale Montaigne and his kitten]. In alternativa alle miriadi di pagine dedicate alla balena bianca, la gattina del filosofo e scrittore francese. Qui Melville si spinge oltre l’intuizione originaria di Montaigne: quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei? Siamo certi di capire il linguaggio degli animali? Melville mette in scena un monologo possibile, ai confini della realtà. Blanche continua a ronfare, ed è un ottimo indizio. Vieni qui Blanche! Siamo io e te. Ora che non ci sono tonti … Continua a leggere Montaigne e la sua gattina

Vagabonda che sono io – Elevazioni III

21 settembre 22° di massima | 13° di minima | cielo parzialmente nuvoloso Compleanno di Leonard Cohen, 81 anni, e non sentirli. Salto quantico nostrano. Volente o nolente si inseriscono in postazione solennemente stabile da decenni i Nomadi, “chissà dov’era casa mia, e quel bambino che _ giocava nel cortile _”..parte il coro “vagabondo che son io, vagabondo che non sono altro”..aria settembrina canterina, quel sole tiepido che non riscalda rianimato dalle impressioni di settembre: Quante gocce di rugiada intorno a me Cerco il sole ma non c’è Dorme ancora la campagna, forse no è sveglia, mi guarda, non so … Continua a leggere Vagabonda che sono io – Elevazioni III

Tragedia farsesca ma breve

I Satiri alla caccia, quattro pagine, opera giovanile di Sofocle senza finale. Il tema è grave (per Apollo), gli hanno fregato le vacche. Chiama a raduno i satiri e offre una ricompensa per chi sarà in grado di incastrare il colpevole. Qualcuno accusa il piccolo Ermes, neonato prodigio, a sei giorni si è già costruito una lira con la carcassa di un animale morto e suona musica melodiosa. La ninfa Cillene, quando sente che uno dei satiri incolpa Ermes, lo mortifica indignata: Uscisti pazzo? Di che ladro parli? Satiri O degna ninfa io non ti voglio offendere!. Di Giove è figlio e … Continua a leggere Tragedia farsesca ma breve