#GiornataInternazionaledellaPoesia #21Marzo

Oggi è la giornata internazionale della poesia. Io la dedico a Derek Walcott, Nobel per la letteratura nel 1992, è mancato recentemente. Originario dei Caraibi, Santa Lucia, ha insegnato letteratura ad Harvard. In italiano ci sono diverse pubblicazioni, tra cui la più nota, è la sua riscrittura dell’Odissea (Omeros), edita dalla casa editrice Adelphi, tradotta da Andrea Molesini.

Qui ho tradotto in italiano, Sea Grapes dalla raccolta omonima del 1976.

Uva marina

Quella vela che si appoggia alla luce,
stanca di isole,
una goletta che batte il mar dei Caraibi
diretta a casa, potrebbe essere Odisseo,
che ritorna dall’Egeo,
quel desiderio di padre e marito
sotto l’effetto di aspra uva raggrinzita,
è come l’adultero che sente il nome di Nausicaa
in ogni grido di gabbiano.
E questo non porta la pace a nessuno. L’antica guerra
tra ossessione e responsabilità
non finirà mai ed è la stessa
per chi esplora il mare o chi sul lido
ora si allaccia i sandali per rientrare,
da quando Troia ha spirato la sua ultima fiamma
e il macigno del ciclope cieco ha sollevato le acque
dal fondo di grandiosi esametri che giungono
alle conclusioni di esausta spuma.
I classici possono consolare. Ma non abbastanza.

#SanPatrizio: 17 Marzo

Della visita al Pozzo di San Patrizio ho ormai un ricordo vago, la giornata finì in un pub della periferia di Dublino con i baristi in condizioni imbarazzanti, battuti dalla Guinness. Pinte di birra o meno, un brindisi in onore del santo è d’obbligo.

Protettore degli ingegneri – fu lui a suggerire l’utilizzo della malta – viaggiò moltissimo, attraversò luoghi antichi impronunciabili, tornò in Irlanda dopo una peregrinazione di quindici anni sognando il ritorno a Tara – e pure Rossella O’Hara farà lo stesso nella sua Tara oltreoceano.

Risoluto nel voler ottenere il permesso da re Laoghaire di diffondere il cristianesimo nell’isola smeraldo, convertì le figlie del re e confuse le idee ai druidi locali, spiegando la trinità con un trifoglio, mostrando le tre foglie unite da un unico stelo.

Tra i suoi scritti non poteva mancare la sua benedizione al viaggiatore:

 

Che la strada sia al tuo fianco

Che il vento ti sia sempre alle spalle

Che il sole splenda caldo sul viso

Che la pioggia cada soffice sui campi

E finché non ci incontreremo ancora

Che Dio ti tenga nel palmo della sua mano.

 

 

 

 

 

 

 

Armageddon a chi?

Stai attento che la tua ansietà di evitare la guerra non ti faccia ottenere un padrone.

Demostene

Ieri ho provato a seguire con attenzione che cosa Bersani volesse dire al programma di Floris, ma nemmeno la perizia di primo della classe di Floris è riuscita a cavare un ragno dal buco, si continuavano ad aprire parentesi che non si chiudevano mai, e di Bersani anche se ammiro l’arte della metafora astratta, maestro assoluto dell’anacoluto – la frase spezzata che torna su se stessa – è innegabile che sia realmente difficile capire dove voglia andare a parare. Ci ha pensato la Fornero a chiarire le idee, in due battute: “Bersani non va d’accordo con Renzi perché ha riscontrato in lui alcuni dei tratti del berlusconismo con cui ha sempre combattuto da anni”. Sintesi cristallina contro una sfilza di “eh no eh, non si sputa mica sul rosso, eh ma dopo se la devono vedere con me, dopo..io non faccio il capo”, e intanto tra detto e non detto ci fa sapere che non rinnoverà la tessera del partito. Renzi nel frattempo è volato negli Stati Uniti, allontanandosi dalla deriva di un partito che ormai brancola nel caos delle divisioni.

Sui RAI3 c’era il nuovo programma di Bianca Berlinguer, #cartabianca, con un Landini sempre più avvilito e una manciata di lavoratori dell’ennesimo call centre smantellato e trasferito in Albania dove chi vuole può trovare un lavoro a punti con un guadagno mensile di 300 euro che in Albania pare sia uno stipendio più che buono. Eh ma i sindacati allora cosa fanno?

La risposta arriva puntuale: non ci hanno ascoltato.

Tristezza senza speranza, cambio canale e ritorno a Floris.

E Michele Emiliano che voleva lasciare il Pd e invece decide di restare e si candida come segretario del partito?

Pare abbia fatto pace con Renzi.

Dalle pagine della Repubblica Massimo Giannini aveva già annunciato uno scenario poco rassicurante: macchine lanciate in un gorgo ormai destinato all’inabissamento (citazione da Gioventù Bruciata nell’esposizione di Cuperlo).

Davvero oltre la fiction?

 

 

 

 

 

 

 

 

#Sanremdipity

“Shock the monkey” cantava Peter Gabriel prendendo una schienata pazzesca contro il palco del Festival di Sanremo tre decadi fa, al 67esimo Festival la scimmia è tornata fra noi, sa usare il genitivo sassone, balla con disinvoltura alla faccia del teutonico Sven Otten, e il suo pezzo è già un tormentone.

Eh sì anche quest’anno ho seguito fino alla fine la maratona sanremese. “Eh il tempo passa”- ammette Valeria Mazza nella pubblicità della Clinians.

Le canzoni che mi piacevano di più sono state eliminate – ma questo è un classico del Festival – giovani, meno giovani ed esordienti sono stati stroncati dal televoto e dalla giuria demoscopica che nessuno ha ancora capito come funzioni. Così mentre Mina continuava a gorgheggiare “Tim tim tim” negli spot sanremesi coreografati da Sven, la gara a colpi di televoto ha fatto fuori Ron, Al Bano, Gigi D’Alessio e Giusy Ferreri.

Che cosa resterà di questa grande abbuffata sonora? Un silenzio maldestro e molte canzoni piene di promesse:

Cambia le tue stelle

se ci provi riuscirai

E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai

Potessi avere io le ali e scavalcare il ciel0

Volare oltre l’universo E arrivare dove niente è più lo stesso

Vorrei farti vedere il viso mio com’è cambiato

Se fuori piove e l’illusione che ancora qualcosa si muove

Che cosa resta della notte un temporale che si abbatte sulle infinite vie

In questo traffico di sguardi senza meta

In quei sorrisi spenti per la strada

Quante volte condanniamo questa vita

Illudendoci d’averla già capita

La mia vita è una candela

Brucerà lasciando cera

È la scena di un romanzo

Che non so come finirà

Ma tu cammina, cammina, accumula strade lasciando che tutto si muova

Fatti bella per te, per te, per te!

Namasté. Alé!

§

(Ermal Meta, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Ron, Maldestro, Paola Turci, Francesco Gabbani)

Il ramo d’oro

In queste gelide giornate di festa di gennaio ritorno volentieri al mito. C’è una storia straordinaria che mi ha sempre affascinato, il culto degli alberi sacri. Il ramo d’oro allude quindi a un rito antico secondo il quale il sacerdote per ricevere il titolo di re del bosco doveva cogliere il ramo d’oro di un bosco sacro. Impresa non esente da ostacoli come racconta James George Frazer nel volume giallo intenso della Newton Compton (2016).

Per entrare nell’atmosfera Frazer parte da un quadro suggestivo di William Turner, le acque del lago di Nemi, specchio di Diana. Anche Turner ha un passato mitologico oltre agli schizzi sublimi dei suoi tramonti infuocati, si rifà a un episodio dell’Eneide quando Enea taglia la pianta del vischio per scendere agli Inferi seguendo le indicazioni della Sibilla Cumana..vicino al santuario della Diana dei Boschi.

Golden_bough.jpg

Il Ramo d’oro di William Turner (1834)

Ora torniamo al lago, che è un posto incantevole ma ha anche un aspetto inquietante, vicino all’albero si aggira una strana figura, un sacerdote che sguaina la spada non appena si faccia avanti qualcuno, sacerdote e allo stesso tempo assassino. Ha un compito ingrato deve sorvegliare quell’albero sacro, giorno e notte, stagione dopo stagione, e se si addormenta solo per qualche ora, mette la sua vita in pericolo.

Enea ricorre allo stratagemma del vischio (ramo d’oro) per potere accedere al regno dei morti, duella con il sacerdote per diventare Rex Nemorensis, re dei Boschi..il culto in realtà era stato voluto da Oreste che fuggito in Italia con la sorella dopo aver ucciso Toante, re della Tauride (Crimea) aveva portato con sé il simulacro della Dea Taurica. Si raccontava che qualsiasi pellegrino che si avvicinasse all’isola doveva essere immolato alla Dea. All’interno del santuario un fuoco perennemente acceso, accudito da vestali.

Diana era in compagnia di altre due divinità minori, Egeria, la ninfa della limpida acqua ricordata anche da Ovidio – i versi sui ciottoli delle sue placide acque ripresi anche da D’Annunzio – sempre secondo la leggenda si narra che le donne incinte bevessero alla fonte per avere un parto facile – amante del Re Numa, forse più saggio grazie all’unione segreta con la Dea..l’altra era Virbio, noto anche come Ippolito, l’eroe casto, devoto di Artemide che venne ucciso dalla Dea Afrodite per aver rifiutato la sua corte, riportato in vita da Diana, affidato alle cure della ninfa Egeria e richiamato Virbio..Ora se Virbio era come si presume anche lo sposo di Diana, si capisce come mai abbracciasse quell’albero come se fosse la sua amante, tenendosi stretto ai suoi rami. Un connubio segnato da un rituale doloroso e spietato, la successione per morte del sacerdote custode. Se i rami d’oro dell’albero non venivano spezzati non c’era nulla da temere, altrimenti il duello era inevitabile secondo un ordine invariabile che elevava il duellante al ruolo di potenziale divinità. Ramo d’oro selvatico e divino.

 

 

Dickens returns: 3. Buone Feste

-12 giorni al Natale, domani è pure Santa Lucia, protettrice della vista, invocata anche da Dante in vari passi della Divina Commedia – Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse…– un 2016 che ha riservato finora parecchie incognite, la Brexit in Gran Bretagna, un presidente come Trump, punti di non ritorno, c’è bisogno di aggiungere altro sull’attuale situazione politica italiana?

Io come ogni anno approfitterò della pausa forzata di Natale per ricaricare le pile, grazie per la compagnia insieme a Gustave Flaubert, John Coltrane, Michael Benson, il pianeta Nibiru, Mobius Trip, Giambattista Vico, Flora, San Giorgio degli Schiavoni, Vittore Carpaccio, Le Suffragette, City Wonders, One Book in One Tweet, Puck aka Robin Goodfellow, San Marco, Anne Bronte, Mobbing Dick, Isao Tomita, Brexit, Jonathan Swift, Luca Cerretti e i suoi mali di stagione, i mondi di Gulliver, James Turrell, In busta chiusa-Lettera D come Destino per Cartaresistente, Proust asked Venice replied, Asindeti, Compleanno di Branoalcollo, Tappeti Volanti di Claudia Bonollo, Wanda Romano e Monamour Natural Design, San Girolamo, Laputa – Il Ritorno dei Classici -, Max Noblesse, Santa Pazienza, Madonna della Salute, Venezia, Verona, referendum, ctrl, Charles Dickens, turisti e viaggiatori.

Buone Feste a Tutti, ovunque voi siate!

 

Ctrl

 

Oggi sarete inondati da dibattiti politici su cosa succederà grazie e dopo il Referendum e quindi mi fermo ancora prima di iniziare a scrivere il post di questo lunedì di dicembre. Alla prossima.