Gli impostori

5. Qualche ora dopo Mirta si svegliò distesa su un divanetto grigio, coperta da un plaid blu. Si stropicciò gli occhi. Non era casa sua. Addosso aveva solo gli slip. Il vestito nero ridotto a un gomitolo di stoffa in mezzo a una stanza che non aveva nulla di famigliare, il reggiseno a terra vicino alla mascherina nera. Guardò il suo swatch: 19.11. Provò ad alzarsi di scatto, la testa le girava, si appoggiò al divano e cominciò a urlare a squarciagola: “Giorgiooo! Giorgioooo!” Giorgio spostò la tendina che separava il negozio dalla stanza di servizio sul retro. “Ah finalmente … Continua a leggere Gli impostori

Gli Impostori

3. Mirta non rispose. Decise che sarebbe stato meglio capitare per caso vicino al negozio di Giorgio, e magari sorprenderlo con una visita improvvisata nel pomeriggio. Giorgio fissò lo schermo sperando in un accenno di risposta, non vedendo nessun messaggio, si mise a giocare a scacchi contro il computer. Dopo due mini partite rapide, in cui aveva perso, chiuse il laptop, visibilmente irritato, tornò al bancone, e cominciò a scorrere i messaggi non letti sul telefonino. Tre chiamate non risposte dalla moglie Ada che viveva a Parma con le figlie, un messaggio vocale dalla Banca, cinque messaggi da Barbara, una … Continua a leggere Gli Impostori

Gli Impostori

2. Sarti gli aveva comunicato tutta la sua disperazione, lui invece aveva glissato sulla sua, come faceva da sempre, la traduzione l’avrebbe distratto da tutta una serie di magagne che non sapeva risolvere. Rientrato in negozio, spazzò in modo sbrigativo il corridoio dietro il bancone, nascose la spazzatura dietro la tenda del laboratorio tecnico, controllò sul monitor le vendite della settimana, cancellò 30 messaggi di spam, 20 mail dalla banca. Il locale era in un vicolo cieco dietro a un supermercato del centro. Di fronte c’era un baretto che vendeva panini al lampredotto che gli stavano distruggendo il fegato. Dopo … Continua a leggere Gli Impostori

Gli impostori

1. Giorgio Innocenti stava fissando lo schermo del pc da più di un’ora. Aveva millantato una conoscenza dei classici che non aveva e ora si trovava a tradurre dall’inglese un saggio di teoria morale senza avere nessuna esperienza letteraria. Passeggiando sotto i portici aveva acquistato da una bancarella una versione tascabile di un’edizione datata anni ’50 dello stesso autore, lo ritenne un colpo di fortuna che lo avrebbe aiutato nella non facile resa della traduzione obsoleta. L’impresa si stava rivelando più difficile del previsto, il testo era di una noia mortale, scritto in un inglese impraticabile che non capiva, dal … Continua a leggere Gli impostori

Oltre il nero #1

Di tutti i fantasmi i fantasmi dei nostri vecchi amori sono i peggiori.Arthur Conan Doyle Il ritratto barocco di Elisabetta Querini di Niccolò Cassana ritrae la nobildonna veneziana in abito da Dogaressa, il corno ducale ricoperto di lucentissime perle, un girocollo prezioso e una croce decorata con diamanti, la mano appoggiata sotto il petto quasi a mascherare un dolore perenne, gli occhi liquidi color nocciola fissano un orizzonte lontano, alle sue spalle broccati argento dorati. Sulla Riviera del Brenta circolano strane voci sul suo conto ormai da più tre secoli, difficile credere a quanto si racconta. Sposata a Silvestro Valier … Continua a leggere Oltre il nero #1

La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

La stampa di questo quadro di Van Gogh (1890) è stata per anni appesa nel corridoio della mia vecchia casa di Udine. All’epoca mi limitavo a fissare il riflesso sul vetro, mentre tentavo di chiudere la porta che tagliava il corridoio in due, facendo attenzione al filo del telefono, che poi si arricciava in spire contorte che bisognava rigirare nel senso inverso per rimettere la cornetta apposto. Non che avessi quali segreti da nascondere, solo pudore. Quel quadro invece ha un cielo che già dice tutto. In mezzo a un campo, c’è una chiesa deformata, davanti una figura che ci … Continua a leggere La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

Instant-scripts #Zero

Chi scrive di Mediterraneo o ci naviga ha delle ragioni personali per farlo Predrag Matvejevic La prima legge dell’ecologia: ogni cosa è connessa con qualsiasi altra Aiutami a far luce, poiché tutto è confuso – e non c’è ordine, in questo tumulto. Le cose fondamentali paiono adesso irrilevanti, quelle irrilevanti decisive. I miei ricordi sono in disordine, perché la memoria opera, come ho operato io. La memoria scalpita, crepita e incessantemente rettifica, e inventa, e migliora, e adesso non so più cosa davvero ho fatto, che cosa mi fu detto e cosa taciuto, che cosa è stato e cosa non … Continua a leggere Instant-scripts #Zero

La Lista delle Liste #4 #Bloomsday #16Giugno

Oggi è Bloomsday, giornata dedicata a James Joyce e al suo Ulisse, al giorno in cui si svolge il flusso di coscienza di mille pagine, il 16 Giugno 1904, a Dublino. Il giorno in cui la futura moglie Nora Barnacle scopre di essere innamorata di James Joyce, il loro primo incontro. La storia parte dalla Torre di Sandycove, località Dun Laoghaire, a 12 km a sud di Dublino. Stephen Dedalus – nome del protagonista del romanzo di esordio di Joyce, Ritratto dell’artista da giovane, qui ritorna per impersonare la figura di Telemaco, Ulisse è Leopold Bloom, sposato a Molly/Penelope. Nella … Continua a leggere La Lista delle Liste #4 #Bloomsday #16Giugno

Iso-lamento #23 – I giorni della quarantena

Non si può proprio dire che il tempo voli, però già questo pomeriggio solo per fare due conti, scaricare il CU dal sito inps – e qui si scopre che siamo in un’altra era – e preparare la contabilità sono già le cinque, che non sono le cinque perché sarebbero le quattro secondo l’ora solare – questo è ormai una litania che ci sorbiremo per almeno un mese fino a che non ci abitueremo a questa ora legale che contestiamo da sempre, come gli inglesi che parlano del tempo per noia. A parte che oggi mi è arrivata da Dublino … Continua a leggere Iso-lamento #23 – I giorni della quarantena