Parolenuvole racchiuse in wordpress

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Dickens returns: 1. Aspettando Natale

A. D. 2014 1 Dicembre Qui nell’operoso Nord-est nei centri commerciali si sono messi a vendere stufe, antiche nuove di zecca, il messaggio è forte e chiaro: le bollette del riscaldamento sono troppo care, compratevi una stufa. C’è chi è diventato boscaiolo e spacca legna dalla mattina alla sera, per accatastare più legna possibile; chi promuove le qualità dei pellets, “ah guardi da quando uso i pellets, spendo pochissimo, la casa è sempre calda, accendo la stufa la mattina, e quando torno la sera c’è un tepore…”; chi invece continua a contestare conti che non tornano, a lottare con una … Continua a leggere Dickens returns: 1. Aspettando Natale

Doctor Faustus: V parte

Al capitolo XXV dopo tante digressioni, arriva lo scoop, Serenus rivela il documento segreto stilato su fogli musicali dell’incontro tra il diavolo e Adrian. Non si conosce la data esatta, ma si presume che sia antecedente al periodo della sua vacanza in Italia insieme alla moglie Helene. Adrian, colpito dal solito mal di testa, si ritira in camera, dorme tutto il giorno, si sveglia il tardo pomeriggio, beve di gusto un bicchiere di vino rosso, si fuma un sigaro e per rilassarsi si mette a leggere il commento di Kierkegaard al Don Giovanni di Mozart. A un certo punto sente … Continua a leggere Doctor Faustus: V parte

Enjambement

4 Novembre, San Carlo…auguri a tutti i Carlo e Carla in circolazione L’enjambement, se tradotto come “accavallamento” ricorda un politico che è meglio non ricordare, ma è una figura retorica ricorrente in poesia, e non solo, l’a capo necessario alla fine di un verso che sconfina nel verso successivo. In tema una strofa tratta da Novembre di Giovanni Pascoli: …Silenzio, intorno: solo, alle ventate, odi lontano, da giardini ed orti, di foglie un cader fragile. È l’estate fredda, dei morti. Inutile dire che “del prunalbo l’odorino amaro senti nel cuore” rende l’idea di una felicità momentaneamente allontanata. Novembre si presenta così: timidi raggi di … Continua a leggere Enjambement

Asini d’oro

Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro. Demetrio: atto V, scena I, Sogno di una notte di mezza estate, Guglielmo Scuotilancia Questi sono giorni di ricordi…e allora mi è venuta in mente una frase che citava sempre la mia padrona di casa inglese, Mrs Record, un cognome fantastico: “You can lead a horse to water but you can’t make it drink” (puoi portare un cavallo all’acqua ma non puoi fargliela bere)… Il classico sforzo inutile, con una variante in più: c’è la pretesa di sentirsi utili per qualcuno. Ed … Continua a leggere Asini d’oro

Il risveglio di Filottete

Grazie a Pinkola Estés[1] mi sono messa a leggere una tragedia di Sofocle che non conoscevo, il Filottete. La storia ha una trama insolita, ma certo fa riflettere su una capacità spesso sottovalutata, l’empatia. Filottete è un valoroso guerriero che è stato abbandonato sull’isola di Lemno da Odisseo e i suoi compagni, dopo essere stato morso da un serpente che gli ha procurato una ferita al piede che non solo non guarisce e gli provoca delle pene indicibili ma emana un fetore insopportabile. Nessun marinaio vuole attraccare su quell’isola vulcanica dall’aria irrespirabile. Addolorato per il tradimento dei compagni con cui … Continua a leggere Il risveglio di Filottete

Wallace Stevens e il fantasma del coniglio

              In una delle mie solite peregrinazioni online che mi portano a raggiungere sempre luoghi inaspettati, sono capitata su un titolo curioso, “The Rabbit as king of the ghosts” – il coniglio come re dei fantasmi – una poesia scritta da Wallace Stevens (1879 – 1955) nella primavera del 1937; protagonista un misterioso coniglio nel giardino della casa dello scrittore ad Hartford, nel Connecticut. Leggendo le interpretazioni dei commentatori, il significato della poesia diventava sempre più confuso, si era aperto un vero caso sull’identità del coniglio, il dilemma veniva risolto solo in parte. C’era chi … Continua a leggere Wallace Stevens e il fantasma del coniglio

Ritrovamenti

          Un essere che s’adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare dell’uomo. Fëdor Dostoevskij Il primo ricordo che ho risale a quando avevo due anni. Ricordo solo una stanza bianca, con una luce quasi accecante, ero spaventatissima. Non ho mai avuto paura del buio, invece l’intensità di quella luce non l’ho mai dimenticata. Avevo avuto un attacco di convulsioni con febbre altissima e mi avevano ricoverata in ospedale. Fui messa sotto osservazione per una notte, legata al letto, mia madre appena lo scoprì fece una scenata degna di Anna Magnani e … Continua a leggere Ritrovamenti