La Primula Rossa

Mentre le tortore emettono da anni il loro lamentoso tu-tu-tu-tu-tu-tu senza mai stancarsi, riprende la rubrica dedicata ai classici. Tempo di rispolverare la baronessa Emma Orczy – nome completo della scrittrice di origine ungherese Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara detta “Emmuska” Orczy (1865 – 1947) – la famigerata saga della Primula Rossa, che ho amato grazie alla versione cinematografica con Richard E. Grant. Se non l’avete ancora letto, è uscita ultimamente una nuova traduzione in italiano (Fazi), qui invece, faccio riferimento alla versione di Maria Eugenia Morin, pubblicata dalla Newton & Compton ai tempi delle lire, nella serie i libri … Continua a leggere La Primula Rossa

Parolenuvole racchiuse in wordpress

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La luce del giorno: Eric Ambler

Mens aequa in arduis Orazio Attirata dalla copertina di Bruno Munari. Eric Ambler (1909-1998) è conosciuto per le sue storie di spionaggio. Da questo libro hanno liberamente tratto il film Topkapi, che ha un finale diverso e si concentra su una parte dell’intreccio. Protagonista è Arthur Simpson, cognome pre-cartone animato, pre-era telefonino, pieno vintage. Il telefonino gli avrebbe risparmiato parecchie seccature, pubblicato nel 1964, ambientato ad Atene, dove Arthur ha trovato una momentanea oasi di pace dopo un periodo travagliato in Egitto. Figlio di un ufficiale inglese e di una donna egiziana, alla morte del padre, viene rispedito a studiare in Inghilterra dove si trova malissimo, rinunciando già … Continua a leggere La luce del giorno: Eric Ambler

Boyhood ossia il tempo della fanciullezza

A Garfield Finalmente un film che interpreta in modo intelligente il senso di impotenza e i conflitti di un’età in divenire. L’impresa quasi impossibile non deve essere stata facile da realizzare, 12 anni nella vita di una famiglia di genitori separati – girato dal regista Richard Linklater dal 2002 al 2013 – in cui i piccoli protagonisti crescono, dalla fase del baffo pazzo e delle tempeste ormonali ai confini dei teens, quando con finta spavalderia si affronta la scelta dell’università per affondare in un mare di incognite. I genitori sono Patricia Arquette, immortale interprete di Medium, e Ethan Hawke nel ruolo … Continua a leggere Boyhood ossia il tempo della fanciullezza

Fuori programma: Tacita Dean

Luoghi non luoghi superluoghi liberamente rivisitati Il tempo, la mancanza di tempo, il montaggio con frammenti di film, il suono, vecchie cartoline, tracce di memoria e le felici scoperte casuali… A Medida das coisas (La misura delle cose) breve documentario su Tacita Dean, è in inglese con sottotitoli in portoghese, si capisce dai…acute riflessioni sul rapporto con il tempo, la narrativa del film e molto altro in occasione di una sua mostra in Brasile. Gemma di youtube, e lavoro encomiabile di Laura Liuzzi. Continua a leggere Fuori programma: Tacita Dean

Le interviste possibili: XII. Domenico Cosentino

Il dodicesimo appuntamento con le interviste possibili si apre con un giovane autore campano, Domenico Cosentino, viaggiatore esperto, appassionato di blues, all’attivo numerose pubblicazioni tra raccolte di poesie, racconti e romanzi, Come un calzino bucato, Addio Kind of Blue, When the Saints, Le città invivibili, Discorsi filosofici con il mio gatto domestico, andiamo a conoscerlo meglio. Benvenuto nel mio salotto virtuale, qui vista la varietà della tua produzione, ci vuole qualcosa di forte, scegli tu… Un nocino della nonna? Ricordo quello che faceva mia nonna, tutto alcol puro e qualche noce. Imbevibile. Va bene facciamoci del male, vada per il … Continua a leggere Le interviste possibili: XII. Domenico Cosentino

Asini d’oro

Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro. Demetrio: atto V, scena I, Sogno di una notte di mezza estate, Guglielmo Scuotilancia Questi sono giorni di ricordi…e allora mi è venuta in mente una frase che citava sempre la mia padrona di casa inglese, Mrs Record, un cognome fantastico: “You can lead a horse to water but you can’t make it drink” (puoi portare un cavallo all’acqua ma non puoi fargliela bere)… Il classico sforzo inutile, con una variante in più: c’è la pretesa di sentirsi utili per qualcuno. Ed … Continua a leggere Asini d’oro

Isole

Ho sempre vissuto su isole, sono abituata a stare sola, a convivere con la nostalgia per luoghi che non abito più, molti anni a Venezia, città amata e poi abbandonata, un anno in Irlanda, ma non l’Irlanda di ora, l’Irlanda di vent’anni fa, piena di pecore e di pub con gli sgabelli in similpelle sbucciata, sette anni in Inghilterra, più heavy-metal che swinging, per poi scomparire nella mia isola di libri. Mr Black vive anche lui nella sua isola lontanissima, Singapore, l’ho conosciuto per caso su Linkedin, che effettivamente lega più di quanto si creda. E così ho scritto un libro … Continua a leggere Isole

La polizia ringrazia, e non solo

Oggi, rileggendo gli articoli, sono stata distratta dai numeri, centotredicesimo articolo…inevitabile non pensare al numero della polizia e soprattutto a un film che il mio professore di Latino e Greco citava spesso e volentieri, La polizia ringrazia, che nessuno di noi aveva visto e di cui lui era entusiasta al punto da assegnarci persino un tema. Uno svolgimento surreale, ma l’ignoranza era tale che non c’eravamo resi conto di dover scrivere una recensione di un film di Stefano Vanzina, il padre dei temibili fratelli. Nella guida di Leonard Maltin gli hanno assegnato due stelle, unico film insieme a Anastasia mio … Continua a leggere La polizia ringrazia, e non solo

Orangeness

Breve croni-memoria dedicata alla Notte Creativa sull’arancione organizzata dall’Atelier Meta-Morphic il 21 Gennaio a Madrid.  L’arancione è stato un colore che ha attraversato tutta la mia infanzia. Negli anni settanta andavano di moda oggetti tecnologici che alludessero ad altri mondi, una rivisitazione del futuro che era già un dé-jà vu, suggerita dai telefilm dell’epoca: lampade improbabili con fibre ottiche che vibravano, puff scomodissimi in cui si sprofondava goffamente. Di solito venivano abbinati a dei mobili ordinari, i salotti erano una cattiva imitazione di setting spaziali, era un modo efficace per dominare il fascino dell’ignoto all’interno di un ambiente domestico. Mi … Continua a leggere Orangeness