Oltre le fatiche

Fatica d’amore, tristezza tu chiami una vita che dentro, profonda, ha nomi di cieli e giardini. E fosse mia carne che dono di male trasforma. Salvatore Quasimodo Che Eracle fosse un temerario si capisce già dall’inizio nel mito, quando nella culla strangola due serpenti mandati da Era – questa volta Zeus era stato più astuto del solito, quando aveva capito che non avrebbe potuto sedurre Alcmena sotto altre sembianze, aveva direttamente preso l’aspetto del marito Anfitrione, scatenando per l’ennesima volta l’ira di Era. Con il crescere degli anni, la forza di Eracle aumenta, non riuscendo a impararare a suonare la … Continua a leggere Oltre le fatiche

Parolenuvole racchiuse in wordpress

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Interviste Probabili: 3. Gerolamo Cardano

Stavo per sedermi sulla poltrona in libreria, quando dallo scaffale cade un libro. Mi giro, non sono sola. La sagoma di un uomo con la barba e i baffi arricciati, coperto da un mantello inappropriato per il clima estivo, mi fissa con aria perplessa. Invece di reagire, rimango ferma al mio posto. Non si sa mai cosa fare con un fantasma, la paura si trasforma subito in prudenza. Il fantasma fissa la copertina e dice: Che strana edizione, l’avevo intitolato Synesiorum somniorum libri. Faccio fatica a crederci, il libro è di Gerolamo Cardano, filosofo, matematico, astrologo, alchimista, medico, grande giocatore d’azzardo del Cinquecento. Considerato il padre della teoria della probabilità, ha scritto un … Continua a leggere Interviste Probabili: 3. Gerolamo Cardano

One book in one tweet #19 E-books. Oltre il viaggio

19-95 Dust of the Danakil di Ian Mathie Memoir che fa parte della serie di taccuini di viaggio sull’Africa, viene ricostruita la terribile siccità del 1974 in Etiopia. Furikake di Stephen Black Il cibo, in questo caso il condimento per insaporire il riso, è l’elemento chiave nello sviluppo dei ricordi. Passionale e struggente. La donna del lago di Giuseppe Casa Racconto noir di chandleriana memoria (La signora nel lago). Un premio letterario, un incontro casuale, una richiesta impegnativa. I Rimedi dell’amore di Publio Ovidio Nasone con le massime consolanti di Charles Baudelaire (classici della UTET) Una accoppiata vincente, Nasone e Baudelaire. Dopo … Continua a leggere One book in one tweet #19 E-books. Oltre il viaggio

Memories

Oggi, tanto per cambiare sono stata contattata dall’ennesimo profilo farlocco, questa volta su pinterest, e pure con una massima, “la memoria è solo memoria di ciò che è vecchio”, più o meno, vado a braccio…ma che cazzata! Certo per alcune persone meglio non ricordare, sarebbe troppo doloroso vedere tutti gli atti incompiuti, le meschinità di certi gesti, il non ammettere certi errori che poi sono preziose lezioni, e invece ti infliggono la loro presenza-assenza come uno scroccone non invitato che tu hai accompagnato alla porta e che rientra come un ladro dalla finestra, virtuale o reale che sia, il disturbo è uguale. Poi … Continua a leggere Memories

London’s calling #1: Eros aka Cupìdo

Luoghi non luoghi superluoghi liberamente rivisitati   Diamonds are forever Apro Il saggio sull’icona di Florenskij, Le Porte Regali, e dalle pagine scivola a sorpresa una cartolina in bianco e nero con Piccadilly Circus nel 1929, magnifica, leggo con stupore il messaggio: “Dear Carla, welcome back to London, with lots of love, Elizabeth and Perry xxxx (Cara Carla, benvenuta di nuovo a Londra, con moltissimo amore, Elizabeth e Perry, 4 baci)”. Doveva essere in occasione di una delle mie ennesime fughe e ritorni, ho vissuto a Londra per sette anni, ma un’accoglienza così con tanto di statua raffigurante il dio … Continua a leggere London’s calling #1: Eros aka Cupìdo

Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning

Ieri stavo facendo una ricerca sulle peonie, tra i miei fiori preferiti, le rose senza spine, con cui si fanno parecchie essenze di profumi, ricordate anche nell’Ode alla Malinconia da John Keats, che ho già tradotto qui nel blog. E così sono arrivata a Elizabeth Barrett Browning (1806-1861), la poetessa romantica inglese innamorata dell’Italia, moglie di Robert Browning, che la salvò da un padre opprimente, una giovinezza minata da una malattia gravissima, curata male con il laudano, viene quasi sempre ritratta in pose malinconiche, i capelli acconciati in boccoli infiocchettati, lo sguardo rassegnato che sembra annunciare una fine prematura. Traduttrice … Continua a leggere Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning

Ritrovamenti

          Un essere che s’adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare dell’uomo. Fëdor Dostoevskij Il primo ricordo che ho risale a quando avevo due anni. Ricordo solo una stanza bianca, con una luce quasi accecante, ero spaventatissima. Non ho mai avuto paura del buio, invece l’intensità di quella luce non l’ho mai dimenticata. Avevo avuto un attacco di convulsioni con febbre altissima e mi avevano ricoverata in ospedale. Fui messa sotto osservazione per una notte, legata al letto, mia madre appena lo scoprì fece una scenata degna di Anna Magnani e … Continua a leggere Ritrovamenti

Pausa pranzo con Frank O’Hara

Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescente contatto dello spirito con la realtà. Pierre Reverdy Questo lunedì afoso una pausa pranzo con Frank O’Hara (1926-1966), poeta, scrittore, critico cinematografico americano, bravissimo pianista, esperto di jazz, morto prematuramente a soli quarant’anni. “A Step away from them”, è una poesia en plein air, scritta nel 1956, un quadro vibrante di vita e di luci, scorci di pensiero che attraversano e si perdono nella città, assenze che ritornano a essere presenze. Distante un passo da loro È l’ora di pranzo, così me ne vado a camminare tra taxi colorati ronzanti. Prima, lungo … Continua a leggere Pausa pranzo con Frank O’Hara

Passiamo oltre, forse

“Gradisce un whisky?” “Solo un dito…” “Non vuole prima un whisky?” (Quattro delitti in allegria, Alain Berbérian) È stata una settimana densa di avvenimenti, politici e non, spezzata da una Pasqua relativamente serena, confortata dalle inesauribili risorse della gastronomia che ha la straordinaria capacità di annullare la dimensione spazio-temporale: in cinque minuti si dimenticano con gusto ore di lavoro in cucina. Il passaggio dall’”euforia” della festa a un giorno comune mi ha fatto ricordare una poesia di Corrado Govoni (1885-1965), citato spesso male in quasi tutte le antologie letterarie. Un autore anfibio che inizialmente aderisce al futurismo per poi “tradurre … Continua a leggere Passiamo oltre, forse