Doctor Faustus: V parte

Al capitolo XXV dopo tante digressioni, arriva lo scoop, Serenus rivela il documento segreto stilato su fogli musicali dell’incontro tra il diavolo e Adrian. Non si conosce la data esatta, ma si presume che sia antecedente al periodo della sua vacanza in Italia insieme alla moglie Helene. Adrian, colpito dal solito mal di testa, si ritira in camera, dorme tutto il giorno, si sveglia il tardo pomeriggio, beve di gusto un bicchiere di vino rosso, si fuma un sigaro e per rilassarsi si mette a leggere il commento di Kierkegaard al Don Giovanni di Mozart. A un certo punto sente … Continua a leggere Doctor Faustus: V parte

E li chiamano idilli

Guardati dalla furia di un uomo tranquillo John Dryden A parte: Non capisco perché wordpress ha fatto sparire i commenti dalla bacheca, ora ogni volta che tento di leggerli vengo dirottata su “my activities” in una sorta di elenco onanista con la lista di tutti i commenti che ho fatto negli altri blog, di nessuna utilità se non posso leggere le risposte degli altri… Inizio il soliloquio di questa settimana con una risata di John Dryden (1631-1700), poeta della Restaurazione inglese, in realtà quasi un idillio(1), una fuga rurale del poeta in compagnia della bella Silvia e del pastore Aminta, … Continua a leggere E li chiamano idilli

Keats e l’umor nero

                I confronti sono odiosi Robert Burton, Anatomia della Malinconia, 1621 Nell’ultimo mese di questo faticoso 2012 sono andata a rileggere alcuni versi di John Keats (1795-1821), il poeta romantico per eccellenza, spesso ricordato per l’ode all’usignolo o usignuolo a seconda delle antologie, omaggiato anche in un saggio di Borges[1], che citando Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer apre uno scorcio illuminante sulla dimensione atemporale: Chiediamoci con sincerità se la rondine di quest’estate è un’altra da quella dell’estate passata e se realmente tra le due il miracolo di trarre qualcosa dal … Continua a leggere Keats e l’umor nero

Rosa rosae

…“la rosa è amica di Bellezza, e l’usignolo s’accompagna all’Amore, all’uno attribuisci virtù, all’altra mutevolezza. Molte rose sono sbocciate in questo giardino, eppure, nessuno può cogliere in esso una rosa senza provare dolore di spine.” (Hâfez) Oggi un omaggio alle declinazioni della rosa in poesia, probabilmente uno dei fiori più citati in rima. Le famose ottave barocche di Giambattista Marino spesso ricordate come esercizio di stile sulle proprietà della rosa, in realtà rappresentavano un elemento di rottura rispetto al genere eroico del ‘500 che prevedeva il tema guerresco. L’Adone raccoglie venti canti dedicati esclusivamente al tema dell’amore: “…La vera regola … Continua a leggere Rosa rosae